Sicurezza
Se per la mammografia non prendono neppure gli appuntamenti: le vostre storie
L'inchiesta dei lettori: una prima carrelata di storie che ci avete raccontato. Nel nostro speciale i dati dei tempi in cui la sanità è riuscita a erogare (oppure no) i servizi richiesti nei tempi stabiliti nell'ultimo mese. E un modulo che potete usare per raccontare la vostra esperienza
LIVORNO. Maria Grazia, 68 anni, quando ne aveva 51 è stata operata a un carcinoma. «Sono felice solo per il fatto di essere qui a raccontarlo», esordisce ripercorrendo gli anni trascorsi a fare controlli molto frequenti. «Per cinque anni, ogni sei mesi, mi facevano un check up. Poi come mi piace dire “sono stata promossa” ai controlli per una sola volta all’anno ma sempre all’interno del percorso oncologico».
IL "COLOROMETRO": I TEMPI DI ATTESA ZONA PER ZONA
Gli anni, per fortuna, sono passati senza recidive e la paziente è stata tolta dal programma di controlli “istituzionale”. Devi insomma fare la mammografia una volta all’anno ma non sei nel percorso ospedaliero. «Io a quel punto mi sono gestita da sola: ogni anno ho fatto la mammografia prenotando subito l’esame per l’anno successivo. Tutte coloro che hanno avuto un tumore al seno fanno così».
Poi la situazione è cambiata. «A giugno ho chiamato per prenotare la mammografia e mi hanno detto che non avevano ancora il “calendario” per prenotare le visite del 2020. Ogni giorno, da un mese, chiamo il Cup e, ogni giorno, mi dicono che non hanno la lista. Temo, ogni volta, di sentirmi dire che gli appuntamenti sono finiti». Maria Grazia non può andare privatamente. «Da 17 anni mi fanno gli esami con gli stessi macchinari e così verificano che nulla sia cambiato: se vado altrove manca il mio storico e, si sa, che per le mammografie è necessario».
19 mesi per la colonscopia. «Una volta ho protestato e me l’hanno fatta subito»
PISTOIA. La “colonscopia in sedazione cosciente” vince il premio attesa. O comunque si piazza ai primi posti. Lo racconta Renzo, 73 anni, di Pistoia che ha prenotato l’appuntamento il 22 gennaio del 2019 e l’ha ottenuto per il 22 luglio del 2020 all’ospedale San Jacopo di Pistoia. E non è la prima volta. Renzo ha subito un intervento tre anni fa: per fortuna non ci sono state conseguenze, l’esame istologico ha dato un responso negativo. Quindi nessun percorso oncologico da seguire ma la raccomandazione di fare comunque un esame di controllo una volta all’anno. Il primo anno Renzo chiama il Cup e gli danno un appuntamento per l’anno successivo: lui protesta, va personalmente all’Asl. «Sbaglio ufficio, mi portano in reparto e temono di non avermi inserito nel protocollo oncologico: mi fanno l’esame praticamente subito». Lui intanto non disdice l’appuntamento e lo usa per il controllo dell secondo anno. Ora ci sarebbe la terza colonscopia di controllo ma il “bonus-protesta” non è più valido. «Mi ero rassegnato, il medico di famiglia mi ha rassicurato. Ma poi ho visto l’iniziativa del Tirreno e mi sono detto che era giusto almeno segnalare la mia esperienza».
Da Calcinaia a Pistoia per una risonanza al collo dopo 5 mesi dalla richiesta
CALCINAIA. Per una risonanza magnetica con il contrasto non urgente si aspettano 5 mesi. E non per farla a due passi da casa. Rosanna vive a Calcinaia e durante una visita dall’otorino ha scoperto di avere delle cisti alle ghiandole salivari. Era quindi necessario fare degli approfondimenti. Una volta fatti è tornata dall’otorino che l’ha rassicurata ma le ha chiesto di fare ulteriori accertamenti anche se non con urgenza. Rosanna si è recata al Cup e in cambio ha ricevuto un elenco di numeri: una decina di telefonate da fare in mezza Toscana per capire qual era l’appuntamento più veloce. «Ho fatto tutte le telefonate, era fine maggio, e l’appuntamento più veloce che ho trovato è stato a Pistoia per il 31 ottobre. Non ci sono stata a pensare troppo e l’ho fissato subito: in molte strutture mi hanno detto che se avessi voluto pagare potevo fare l’esame anche subito: è stato sgradevole. Tra l’altro l’elenco fornito dal Cup non era verificato: c’erano anche strutture che non facevano l’esame da me richiesto».
Esami del sangue sballati e Antonella sceglie Cisanello. Ma non c’è da avere fretta
LIVORNO. Antonella ha 54 anni e come accade a molti, con il passare degli anni, si presenta qualcosa che non va e l’incubo del diabete. C’è da mettersi in riga, stare a dieta, intensificare l’attività fisica e mettere nell’agenda gli esami del sangue e le visite di controllo dal diabetologo. Per tutti la scoperta avviene allo stesso modo: le analisi rilevano dei valori sballati. «Con in mano i risultati delle analisi sono andata dal medico di famiglia: lui mi ha spiegato che dovevo fare una visita dal diabetologo ma che, per cominciare, dovevo perdere un po’ di chili. Mi hanno parlato bene del reparto di Cisanello e anziché rivolgermi a Livorno ho preferito prendere il primo appuntamento nel reparto dell’ospedale pisano. Credevo sarebbe stato veloce e invece da aprile mi hanno fissato l’appuntamento per il 12 settembre». «Se vado da un altro medico non sarà inserita nelle terapie che fanno lì: mi hanno spiegato che sono personalizzate e non uguali per tutti. Un vantaggio e quindi lo preferisco e...aspetto. Ma è accettabile?».
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