Gioco
Balneazione vietata, la Regione ai sindaci: «Date la caccia agli scarichi abusivi»
La strigliata dell’assessore e del Garante dell’acqua: senza controlli non basterà fare le fognature
I cartelli con i disegni stilizzati delle onde off limits per i bagnanti piantati come moniti fra gli ombrelloni, i tuffi vietati per lo spettro di acque mescolate a liquami. C’è un paradosso che minaccia l’immagine turistica della Versilia e della costa apuana. Se anche dovessero uscire dal loro medioevo fognario, potrebbero non poter scongiurare lo spettro dei divieti di balneazione. «Da anni - dice Alessandro Mazzei, direttore dell’Autorità idrica toscana, il garante regionale sull’acqua - in Versilia e a Massa Carrara si punta il dito contro la società di gestione, Gaia spa. Non lo nego, il gestore idrico è molto in ritardo nella realizzazione degli investimenti. Ma senza i controlli dei Comuni non si risolveranno i problemi, neppure una volta fatta la rete fognaria che manca se i sindaci non scoveranno gli scarichi abusivi».
Perché c’è un pezzo di costa toscana mai entrata nel ventesimo secolo. Quantomeno sottoterra. Capita che in superficie sfoggi bagliori signorili, lusso e grande charme; che si vesta di lino o flanella, viva in ville e spiagge vip e alimenti l’economia del mare proprio mentre dal sottosuolo quel mare lo avvelena, inquinando fossi, fiumi e le foci con “acque nere” e scarichi selvaggi. Nel gergo scientifico, batteri coliformi o escherichia coli. Fuori dalle simulazioni del burocratese, feci. È questo l’ospite sgradito che ogni anno fa scattare i divieti, ormai un appuntamento fisso per il litorale che da Massa corre fino a Viareggio. Gli ultimi, due giorni fa, assestati dalle analisi di Arpat: 3 spiagge a Viareggio, 1 a Pietrasanta, 2 a Camaiore, 2 a Montignoso, 5 a Massa, 1 a Carrara. È un pezzo della Toscana ancora oggi senza fognature e priva di depurazione, quella per cui le spa dell’acqua - accumulando ritardi ingiustificabili - approvano ogni anno aumenti in bolletta dietro la promessa degli investimenti necessari a scongiurare emergenze ambientali e sanitarie. Ci sono voluti 6 anni perché Gaia ottenesse il mutuo da 105 milioni utile a realizzare i lavori, che comunque non si chiuderanno prima del 2022. «Le spa dell’acqua incassano 70 milioni di utili ogni anno, ma il 25% dei cittadini - ricorda Giacomo Giannarelli, portavoce del M5s in consiglio regionale - è escluso dalla depurazione anche se paga la bolletta come se usufruisse del servizio». Vittime dell’inefficienza e dell’attendismo della politica, finora sopravvissuta di deroghe. Vittime, sostiene l’assessore regionale all’ambiente Federica Fratoni, di uno scaricabarile diffuso.
«Ne sono spesso protagonisti gli stessi Comuni. Perché mentre alcuni hanno avviato le ispezioni nei canali, le video ispezioni nelle reti idriche a caccia di allacci fuorilegge, altri temporeggiano, convinti di utilizzare soluzioni tampone come cura definitiva. Ad esempio c’è chi punterebbe tutto sul peracetico». Una sostanza chimica che sterilizza i batteri nell’acqua ma per cui l’Istituto Superiore di Sanità ha stoppato la Toscana. Vuole capire se possa costituire una minaccia per la salute dei bagnanti. Così, per Regione e Ait sono i sindaci a ignorare uno dei nodi chiave dell’accordo firmato nel 2012 per scongiurare nuove emergenze. Ed è chiaro che finora quel patto è rimasto lettera morta. «In Versilia sono soprattutto tre i corsi d’acqua - il Fiumetto, il Motrone e il Fosso dell’Abate - che portano a mare acque invase dagli scarichi “neri” di abitazioni mai collegate alla rete o che addirittura sversano abusivamente nei fossi», spiegano dall’Ait, «e non tutti sono stati ancora fermati e sanzionati».
Da giorni, perfino sui social, la Versilia subisce un nuovo smacco mentre si divide fra campanilismi. I viareggini rinfacciano l’onta della sabbia liberty offesa dai divieti ai camaioresi sporcaccioni, a Pietrasanta ricordano che il Fiumetto sfocia nell’eponima località ma fluisce colmo di charme e coliformi da Roma Imperiale, il quartiere vip e russo delle mega ville; i fortemarmini chiedono che Gaia adegui l’oscuro mondo di sotto allo splendore di superficie facendo le fogne ma senza chiederne conto ai ricchi «signori».
Così il sindaco camaiorese Alessandro Del Dotto rivendica i 90mila euro messi a bilancio per scovare gli scarichi far west: «Ne abbiamo stangati 25 quest’anno». L’assessore e senatore forzista di Pietrasanta Massimo Mallegni dice che a lui la Regione e pure Camaiore gli «fanno un baffo, perché gli scarichi abusivi li ho tappati tutti quando ero sindaco, e a colpi di 100 e 200 a botta. Non so da dove arriva la cacca e se al Forte siano stati così solleciti, ma la Regione la smetta di traccheggiare, sblocchi gli impianti di paracetico, può farlo con una legge regionale. Quella dello stop imposto dall’Istituto Superiore di Sanità è una balla». Bruno Murzi, primo cittadino del Forte, invece giura: «I controlli sono stati eseguiti anni fa e li rifaremo, ma ricordo che fra gli affluenti del Fiumetto ci sono molti fossi che scorrono dai Comuni confinanti». «Controlli? - sbotta l’assessora leghista di Massa Veronica Ravagli - La Regione venga a vedere in che condizioni lascia gli argini, pieni di canneti impenetrabili. Impossibile fare le indagini».
Poi c’è Carlo Alberto Carrai, presidente del consorzio turistico della Versilia, detentore di una teoria salvifica: «È vero, in gioco c’è l’immagine della Versilia - dice - Ma possibile sia incrinata dalle analisi che, puntuali, vengono eseguite sempre il giorno dopo il temporale? Mi sarei allarmato se gli sforamenti li avessero registrati dopo due settimane di sole, ma, suvvia, l’Arpat fa i controlli dopo il passaggio della piena che arriva dai monti!». Insomma, se ogni tanto c’è un mare di cacca, la colpa è di chi la trova, non di chi ce la butta.
[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.36970312:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/versilia/cronaca/2019/07/12/news/il-danno-di-immagine-lo-scaricabarile-e-l-emergenza-1.36970312]]
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
