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«Le fatture contestate furono contabilizzate Non ci sono irregolarità»
firenze. Tiziano Renzi e Laura Bovoli, i genitori dell’ex premier Matteo Renzi, ieri erano attesi al Palazzo di Giustizia di Firenze per essere ascoltati al processo per fatture false delle società Eventi 6 srl e Party srl che li vede imputati con l'imprenditore Luigi D'Agostino. Invece non si sono presentati. In aula non si erano mai visti in precedenza e anche ieri hanno scelto di non essere esaminati. Stessa linea per D'Agostino, che però era presente e ha assistito all'udienza.
I genitori dell'ex premier rilasceranno dichiarazioni spontanee il 15 luglio, spiega l'avvocato Federico Bagattini del loro collegio difensivo. Ma probabilmente non saranno comunque in aula, affidando quanto hanno da dire a una memoria scritta. Tra i testimoni della difesa che ieri hanno sfilato in aula anche il fratello di Laura Bovoli, Stefano Bovoli, sentito in merito a una consulenza di marketing fornita alla Eventi 6 per la promozione dell'outlet The Mall. Poi è stata la volta di un consulente della difesa, il commercialista Francesco Mancini, che ha sostenuto tesi a favore dell'autenticità delle fatture oggetto del processo, che non avrebbero provocato alcun danno per l'Erario. Le fatture contestate sono due: una da 20mila euro e una da 140 mila, relative a studi di fattibilità che Tramor - società di gestione dell'outlet The Mall di Reggello di cui all'epoca era amministratore Luigi D'Agostino - aveva incaricato le società Party ed Eventi 6, facenti capo a Tiziano Renzi e Laura Bovoli. Per l'accusa, gli studi commissionati non furono mai eseguiti. Secondo il consulente della difesa, furono invece regolarmente contabilizzate dalle due società, sia ai fini del pagamento Iva che delle imposte dirette. La Tramor, ritenendo a sua volta false le fatture, si è costituita parte civile nel processo, facendole anche cancellare dalla denuncia dei redditi. Per i legali dei Renzi, tuttavia, la Tramor non avrebbe annullato le fatture, limitandosi in via cautelativa a considerarne i relativi costi non come inesistenti ma come indeducibili. —
Matteo Leoni
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