Il Tirreno

Toscana

Careggi, esposto della Regione in procura 

Manca il farmaco, 25 malati interrompono la chemio

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il caso

Venticinque malati di tumore restano senza il farmaco per la chemioterapia a Careggi e la Regione Toscana annuncia un esposto. E contemporaneamente si attiva per trovarlo all’estero. Il caso esplode a Firenze ma la carenza di farmaci è «un problema emergenziale e riguarda migliaia di prodotti in tutta Europa» sebben «le cause non siano chiare», dice il direttore generale dell’Agenzia del farmaco (Aifa) Luca Li Bassi. Che rassicura: il problema è monitorato ed «esistono reti di tutela per garantire i pazienti». All’indomani dell’istituzione di un tavolo al ministero della Salute, si allunga la lista di medicinali non disponibili e a Careggi 25 malati sono costretti a interrompere la chemio per la mancanza di mitomicina, usata nel trattamento del tumore alla vescica.

Così la Regione è arrivata «a cercare la molecola anche all’estero» e a far ricorso alla magistratura. «Lo Stato – ha detto il governatore Enrico Rossi – deve garantire che i farmaci essenziali si trovino» e «se c’è qualcuno che specula deve essere perseguito». Il Piemonte ha già denunciato alla procura un fatto analogo, ha precisato Rossi, «noi faremo un’altra denuncia. Ho già dato mandato all’avvocatura». Nelle settimane scorse a suscitare la protesta era stata la carenza del farmaco per il Parkinson, poi la situazione si è risolta.

Rossi osserva che «quandole aziende immettono sul mercato un farmaco nuovo, tolgono quello di vecchia generazione». Per Rocco Damone, direttore generale di Careggi, a pesare sarebbe anche il «trasferimento all’estero delle linee produttive da parte delle industrie». Per il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, la causa sarebbero invece i prezzi bassi dei farmaci italiani. «Abbiamo prezzi mediamente minori del 20-25% rispetto ad altri Paesi europei», afferma. Pertanto, sono anche «più convenienti per chi li acquista da noi». Per chiarire il meccanismo, aggiunge, «basti pensare al farmaco per il Parkinson: è mancato per diverso tempo, ma è bastato impedirne l’esportazione e ora non manca più». Di fatto, «interrompere le esportazioni di un terminato farmaco qualora se ne registri carenza in Italia» è uno dei punti previsti dal tavolo istituito al ministero.

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