Sicurezza
«Era cardiopatico una tragedia che ci rattrista»
Il direttore del carcere di Porto Azzurro, Francesco D’Anselmo, contattato dal Tirreno spiega che Chedli Ben Mansour, il detenuto sulla cui morte la procura di Pisa ha aperto un’inchiesta, «era da noi da tre-quattro anni. Era una persona tranquilla. Quando si è sentito male, il medico di turno nel nostro istituto ha capito la gravità della situazione e ha provveduto immediatamente al trasferimento all’ospedale di Portoferraio. Una volta raggiunto il Pronto soccorso, i medici di guardia hanno cercato di stabilizzarlo, ma le sue condizioni risultavano già molto critiche. È stato quindi chiamato l’elicottero del 118 per portarlo al centro specialistico di Pisa».
«A quanto risulta a noi - prosegue il direttore del carcere - il detenuto era cardiopatico. Non aveva mai manifestato malesseri in precedenza. Probabilmente è stato il caldo di questi giorni a scatenare il malore. La notizia della sua morte ci ha molto rattristato».
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