Il Tirreno

Toscana

L’intervista al responsabile del pronto soccorso 

«Contro il caldo? Ridurre i dosaggi dei farmaci che fanno calare la pressione»

Samuele Bartolini
«Contro il caldo? Ridurre i dosaggi dei farmaci che fanno calare la pressione»

Il dottor Conti agli anziani: «Attenti a diuretici e pasticche per la prostata. Ma dovete chiedere al medico curante»

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Il consiglio è per gli anziani. È un consiglio medico, soprattutto per gli ipertesi, cardiopatici o con la prostata ingrossata: ridurre il dosaggio dei farmaci per la pressione alta, dei farmaci diuretici e di quelli per la prostata. Almeno finchè dura l’ondata di calore. Perché questi farmaci influiscono sulla pressione e possono causare malori. Lo spiega il dottor Alberto Conti, direttore del pronto soccorso all'ospedale di Massa. Conti è in prima linea. Sta affrontando l'emergenza caldo ed è dovuto intervenire su molti malori da calore. Molti a carico di persone anziane. Tutte costrette ad assumere farmaci per tenere sotto controllo pressione, diuresi e prostata. Attenzione però. Il dosaggio dei farmaci non è che uno lo cambia da sé: bisogna consultare il medico curante.

Dottor Conti, quali sono i rischi maggiori col grande caldo?

«Il calo della pressione e la disidratazione del corpo».

E quali sono i farmaci che possono peggiorare la situazione?

«Sicuramente i farmaci contro la pressione alta, i farmaci diuretici e quelli per la prostata».

E chi usa di più questi farmaci?

«Gli anziani. Avanzando con l'età, la pressione sale, si hanno più problemi ad urinare e la prostata funziona male».

Perché i farmaci contro l'ipertensione sono pericolosi con il grande caldo?

«Perché con il caldo la pressione cala già di suo. Ma la abbassano anche i farmaci contro la pressione alta. Così uno va incontro a una sincope».

Cioé?

«Può svenire».

E i farmaci diuretici?

«L'effetto dei farmaci diuretici è che si urina di più. Detto in altri termini, sono farmaci che permettono il rilascio di una maggiore quantità di acqua».

E il caldo, già di per sé, fa già sudare.

«Esatto. E la disidratazione da caldo rischia di sommarsi a quella da diuretico». Quindi che cosa accade sommando i due effetti? «L'effetto del caldo è noto. ll nostro corpo, col sudore, rilascia acqua per mantenere stabile la sua temperatura. Ma se si continua ad assumere lo stesso dosaggio di farmaco diuretico, il rilascio di acqua sarà maggiore. Così il rischio disidratazione aumenta ancora di più».

E come si combina, invece, l’effetto dei farmaci della prostata con il caldo?

«Questi sono farmaci che abbassano la pressione. Ma anche qui ci ha già pensato il caldo a farcela abbassare. Quindi devono essere rimodulati».

Un anziano può regolare l'uso dei farmaci da sé?

«Assolutamente no. Deve andare dal suo medico curante. Sarà lui a guardare la cartella clinica e a modificare il dosaggio dei farmaci».

Ma perché c'è bisogno di abbassare il dosaggio dei farmaci?

«Perché, di solito, questi farmaci vengono prescritti nel periodo invernale o primaverile».

E allora?

«D'inverno e in primavera le temperature sono più basse di quelle estive. Molto più basse di quelle del grande caldo prolungato, come succede in questi giorni. E il medico prescrive dosaggi più alti».

Ma la persona anziana non sa cosa gli può succedere se continua a prendere lo stesso dosaggio col grande caldo?

«Solitamente no. L'ho constatato negli accessi di quest'anno al pronto soccorso. Le persone sotto terapia continuano a prendere la stessa quantità di farmaci”. E il rischio è maggiore disidratazione e svenimento».

Ma ci sono pericoli maggiori?

« Dipende dall'età. Più l'anziano è in là con gli anni, più i pericoli aumentano».

Ad esempio?

«Prendiamo una persona cardiopatica di 88 anni. Il suo fisico è già molto indebolito dall'età. Arriva al pronto soccorso con un problema di disidratazione. Noi la stabilizziamo. Ma l'età consiglia il ricovero in ospedale. A quel punto può capitare che, dopo qualche giorno, la situazione si complichi».

Fino al decesso?

«In certi casi sì. Ma va specificato che la disidratazione può essere solo l'innesco di un effetto a catena legato ad altre patologie della vecchiaia».

Al pronto soccorso di Massa è mai successo che una persona anziana sia deceduta per problemi legati al grande caldo?

«No. Mai».

E nei reparti?

« Diciamo che è sempre difficile collegare automaticamente gli effetti del grande caldo con il decesso di una persona anziana nei reparti. Proprio per la complessità delle patologie di cui sono affette le persone anziane». —

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