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Business Panzironi, tra salami e integratori ecco quanto vale il "supermercato" Life120

Ilaria Bonuccelli
Business Panzironi, tra salami e integratori ecco quanto vale il "supermercato" Life120

Al Palaeur di Roma il giornalista Adriano Panzironi promuove il suo stile di vita per vendere i prodotti alimentari con il suo marchio di fabbrica: "I pazienti saranno guariti fino a quando seguiranno Life120". In sala le testimonianze di chi ha smesso di prendere farmaci per gravi patologie. Ma anche i carabinieri del Nas, che registrano le sue parole compresa l'accusa di "macelleria medica"

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Nell’arena televisiva, una “paziente” proclama: «Non prendo più la pillola della pressione». Si dice guarita dall’ipertensione. Poco dopo, Adriano Panzironi sostiene, in diretta tv: «È lo stile di vita a fare la differenza, non i farmaci». Il suo stile di vita, Life120 che, per tutto il giorno, viene promosso al Palaeur di Roma dove la «medicina ufficiale» viene sfrattata per far entrare i prodotti del “supermercato Panzironi”: carne , latte, farine, cioccolate, marmellate e composte. Perfino la pasta e il riso. Tutti alimenti vietati dallo stile di vita Life120 - che condanna zuccheri e carboidrati - ma non se sono prodotti dai fratelli Panzironi.

QUANTO VALE L'AFFARE LIFE120

Basta entrare al Palaeur - affollato da 5mila persone - per capire a cosa mira l’attacco alla dieta mediterranea che Adriano Panzironi, giornalista pubblicista sospeso per 8 mesi dall’Ordine del Lazio: mettere su un affare milionario. Il business (18-20 milioni l’anno) inizia con la produzione di integratori Life120, venduti nella trasmissione (a pagamento) Il cercasalute per la quale Panzironi e le sue società sono stati multati sia dall’Autorità di garanzia della Concorrenza (Antitrust) sia dall’Autorità di garanzia delle Comunicazioni (Agcom). Ma da circa 6/7 mesi la produzione si è estesa al campo alimentare. L’ultimo arrivo è la produzione di carne e insaccati di “nero suino di Calabria”. Carne bio, sostiene la ditta Panzironi. Lo accerteranno i Nas che ieri, a Roma, hanno seguito la giornata del “popolo Life120”, su indicazione del ministero della Salute. Di sicuro, la carne dei fratelli Panzironi non è quella prodotta in collaborazione con l’università di Perugia, come scoperto e segnalato mesi fa da Il Tirreno. L’ateneo specializzato in bio allevamenti negò di aver mai avuto contatti con questo “stile di vita” rinnegato dalla comunità scientifica. Anche se Panzironi, pure ieri, ha ribadito che il suo sistema - contestato dal Consiglio superiore di Sanità - «aiuta a migliorare la vita di centinaia di migliaia di persone».

QUELLE LAMPADINE IN SALA...

In diretta tv dà pure la dimostrazione: chiede al suo popolo, dotato di lampadine, di accendere la luce, nella sala buia del Palaeur, se hanno ridotto i farmaci grazie a Life120. Poi rilancia, attraverso il presentatore Benedetto Dionisi: «Chi di voi ha smesso di prendere i farmaci?». La domanda viene ripetuta per ogni patologia. Anche per il diabete. E molte luci si spengono. E se qualcuno non avesse capito, Panzironi ribadisce: «Queste persone saranno guarite (dal diabete) fino a quando seguiranno lo stile di vita Life 120». Solo che i diabetologi non lo vogliono dire - sottolinea - perché in Italia hanno in cura 5 milioni di persone. E con Life120 rischiano di restare senza lavoro. Come pure le case farmaceutiche.

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ALLO SHOW ANCHE I NAS

Insomma, hanno tutti torto, meno che lui. E tutti sono tanti. Anche se Panzironi identifica i “detrattori” di Life120 in 10 persone che - a suo dire - non hanno accettato di presentarsi al Palaeur per un confronto. Detrattori e vigliacchi. Sottoposti ai fischi e al disprezzo dell’arena. I dieci sono (fra gli altri)i presidenti di Antitrust e Agcom, i medici che lo contestano, i parlamentari che osano presentare interrogazioni parlamentari contro di lui. Peccato, però, che gli inviti, almeno alcuni, non siano mai arrivati. Forse saranno stati spediti, ma a destinazione non sono arrivati.

Lo conferma Antonio Magi, presidente dell’Ordine dei medici di Roma che lo ha denunciato alla Procura della Repubblica per esercizio abusivo della professione. Lo dice il ministero della Salute: alla ministra Giulia Grillo, al G20 in Giappone, non risulta alcun invito ufficiale. Tanto meno al deputato di Fdi Giovanni Donzelli che aveva anche chiesto di sospendere l’evento: «Mai contattato; comunque da deputato non sarei mai andato a legittimare un’iniziativa che calpesta medici, nutrizionisti e specula sulla speranza delle persone malate». I Nas, però, ci sono. E hanno registrato tutto. Compresa l’accusa di “macelleria medica».

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