Strage di Viareggio, Toninelli: «Moretti non rappresenterà più lo Stato»
Il ministro dei Trasporti annuncia: gli sarà tolta la presidenza di Fondazione Ferrovie. «Va revocato anche il titolo di Cavaliere»
VIAREGGIO. «Non deve più accadere». Né si può permettere - dice Danilo Toninelli, ministro dei Trasporti - che un manager condannato rappresenti lo Stato. Perciò «a Mauro Moretti (ex ad di Ferrovie) verrà tolto l’incarico di presidente della Fondazione Ferrovie».
Toninelli arriva a Viareggio per prima volta nel giorno del 10°anniversario del disastro ferroviario del 29 giugno 2009, 32 vittime, oltre 100 feriti. È accompagnato dai senatori Cinque stelle Gabriella Di Girolamo, Gianluca Ferrara, Agostino Santillo, partecipa alla messa officiata dal vescovo di Lucca, Paolo Giulietti. E riceve dalle mani di Daniela Rombi, vice presidente dell’associazione dei familiari delle vittime, i volumi con le motivazioni della sentenza di primo grado emessa dal tribunale di Lucca. «Un manuale di buona gestione delle Ferrovie» è la definizione che i familiari delle vittime e i loro avvocati danno alla sentenza. Ferrovie che - ammette il ministro - hanno necessità di «regole più stringenti per il trasporto di merci pericolose». Perché «si sono fatti passi avanti, ma rimangono “gap” da colmare». Tanto che per gli stanziamenti per le infrastrutture il bilancio dello Stato per il 2019 prevede che «quasi tutto vada speso nelle manutenzioni». Il messaggio di Toninelli sui disastri d’Italia che vedono coinvolte infrastrutture chiave del Paese - da Viareggio al ponte Morandi - è riassunto in poche parole: «Deve pagare chi non ha manutenuto e doveva farlo».
Un concetto che verrà applicato a Moretti, condannato anche in appello per la strage di Viareggio, come amministratore delegato di Rete ferroviaria italiana e di Ferrovie: «A Moretti sarà tolto l’incarico di presidente della Fondazione Ferrovie perché chi ha sulle spalle responsabilità di questo tipo non può rappresentare le istituzioni italiane», scandisce Toninelli. Fin dal 2010 i familiari delle vittime del disastro ferroviario, e con loro tanti politici e non, chiedono la revoca del Cavalierato concesso dall’ex presidente della Repubblica Napolitano a Moretti: «Il cavalierato deve essere tolto immediatamente» condivide Toninelli che ricorda la mozione presentata dal senatore Ferrara. Mozione che sarà discussa a luglio, ma sembra ancora destinata a non ottenere l’unanimità dei consensi delle forze politiche.
Eppure nessuno sembra contro Viareggio. Nel pomeriggio il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede si presta a confrontarsi con le troppe tragedie d’Italia riunite nel comitato nazionale “Noi non dimentichiamo”. Processi che non iniziano, troppe archiviazioni ( le morti da amianto), costi della giustizia insostenibili, familiari «ricattati» dalle assicurazioni. All’attenzione di Bonafede c’è da un anno il documento elaborato dal comitato con il magistrato Claudio Di Ruzza nel percorso che ha portato alla riforma della legge sulla prescrizione. Ora - ricorda Di Ruzza - è necessario mettere mano a meccanismi di priorità giudiziaria per i disastri colposi, «che si ammettano i familiari delle vittime al gratuito patrocinio dello Stato» e che si dia corso a una commissione parlamentare di indagine sui grandi disastri. «Gli uffici sono al lavoro - assicura Bonafede - e due passaggi sono in arrivo. Un sistema di mobilità per trasferire magistrati a seconda delle esigenze di giustizia che si creano sul territorio. E tra due settimane conto di depositare la riforma del processo civile e penale. Tutti hanno diritto ad avere giustizia. E in tempi brevi».
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