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Toscana

Ospedali toscani al collasso: mancano 2260 tra infermieri, Oss e personale medico

Samuele Bartolini
Ospedali toscani al collasso: mancano 2260 tra infermieri, Oss e personale medico

Se arrivi in pronto soccorso e non hai un’urgenza «aspetti 20/24 ore prima di essere preso in carico» 

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FIRENZE. La tua odissea comincia così. Hai un piccolo taglio al dito indice della mano destra, la ferita perde sangue. Niente di grave. Vai in farmacia. Compri i cerotti Il dito però continua a sanguinare, il taglio non si rimargina. Cominci a preoccuparti. Forse è il caso di chiamare il dottore. Ma è sabato pomeriggio, il medico di famiglia non c'è. Allora vai al pronto soccorso. Arrivi e trovi il marasma. Gente a sedere. Gente in piedi. Al triage (l’accoglienza) ti danno il “codice 5”: è quello meno urgente, il vecchio “codice bianco”. È lì che la tua attesa diventerà lunga: 20-24 ore. Non solo perché la prestazione non è urgente: è che mancano oltre 2000 persone tra infermieri e operatori socio-sanitari.

UN GIORNO DI ATTESA

«Ci sono persone in codice 5 che aspettano anche un giorno intero al pronto soccorso prima di essere presi in carico. Non sono casi isolati. Succede tutti i giorni. E non importa a quale ospedale ti rivolgi. Non cambia molto tra una Asl e l'altra» esordisce Giampaolo Giannoni, coordinatore regionale di Nursind, il sindacato autonomo degli infermieri. «Ma può capitare anche che sei un codice 2 o 3, un caso più grave. Passi avanti a tanti codici 5 e i medici del pronto soccorso ti curano abbastanza velocemente. Poi decidono di ricoverarti, ma si scopre che in reparto non c'è posto. E allora passi uno due giorni in una barella al pronto soccorso. Colpa dei tagli ai posti letto», aggiunge Flavio Civitelli, segretario regionale di Anaao Assomed, il sindacato dei medici e dirigenti del Servizio sanitario nazionale. È la cronaca di una sconfitta. E il punto dolente è il pronto soccorso in una regione che non è certo tra le peggiori d'Italia.

MANCA IL PERSONALE

È Giannoni del Nursind a dare i numeri. «Mancano 770 infermieri e 1340 operatori socio-sanitari (Oss) negli ospedali toscani. Qualche esempio. Nella ex Asl di Livorno, tra infermieri e Oss, l’organico è sotto di 100 persone. L'azienda ospedaliera universitaria pisana ha 90 infermieri e 300 Oss in meno. La ex Asl di Pisa ha un sotto organico di 40 infermieri e 60 Oss. Nella ex Asl di Lucca mancano 40 infermieri e 60 Oss. Vediamo poi la Asl Toscana Sud Est (Grosseto, Arezzo, Siena). Qui mancano 200 infermieri e 300 Oss ». I principali studi internazionali – per fare un esempio, lo studio RN4Cast che mette insieme le principali aziende sanitarie italiane ed estere - raccomandano di avere 1 infermiere ogni 6 pazienti. È il rapporto infermiere/paziente per evitare l'aumento del rischio clinico e della mortalità. In Toscana la media è di 1 infermiere ogni 12 pazienti. Il doppio. «E nei turni di notte spesso gli Oss non lavorano. Tocca agli infermieri rifare il letto, preoccuparsi dell'igiene e della sanificazione delle stanze. Ma così si perde di vista la cura del paziente. Con tutti i pericoli conseguenti» denuncia Giannoni.

POCHI MEDICI

È Civitelli di Anaao a tracciare il quadro: «Nei pronto soccorso mancano 150 medici. Ma da qui al 2025, solo per i pensionamenti, verranno a mancare 329 pediatri (compresi quelli di famiglia), 160 anestesisti, 160 rianimatori, 127 radiologi e 96 ginecologi». Eppure i concorsi per le assunzioni vengono banditi. Ma – risponde Civitelli - il problema «non è la Regione Toscana. Il problema è il Miur: il ministero dell’Università mette a concorso pochi posti per gli specializzati rispetto alla domanda che c'è. Con l'aggravante che il Miur comunica poco o nulla con il ministero della Sanità. Così che l'uno non conosce i bisogni dell'altro».

RIVOLTA NELL’ASL TOSCANA NORD OVEST

Rotte le trattative. A Livorno, Pisa, Versilia, Lucca e Massa Carrara, il Nursind dichiara lo stato di agitazione. «L'azienda non ci vuole ascoltare». A firmare la lettera indirizzata alla direzione generale e ai prefetti, i segretari provinciali Roberta Sassu (Livorno), Daniele Carbocci (Pisa), Roberto Pasquinelli (Lucca), Diego Vatteroni (Massa Carrara). Il conto alla rovescia è cominciato. I prefetti hanno una mendo di una settimana di tempo per trovare un'intesa sulle sostituzioni e sui problemi di personale, insostenibili all’inizio dell’estate (e delle ferie). Altrimenti sarà sciopero. 
 

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