Sicurezza
Ospedali toscani al collasso: mancano 2260 tra infermieri, Oss e personale medico
Se arrivi in pronto soccorso e non hai un’urgenza «aspetti 20/24 ore prima di essere preso in carico»
FIRENZE. La tua odissea comincia così. Hai un piccolo taglio al dito indice della mano destra, la ferita perde sangue. Niente di grave. Vai in farmacia. Compri i cerotti Il dito però continua a sanguinare, il taglio non si rimargina. Cominci a preoccuparti. Forse è il caso di chiamare il dottore. Ma è sabato pomeriggio, il medico di famiglia non c'è. Allora vai al pronto soccorso. Arrivi e trovi il marasma. Gente a sedere. Gente in piedi. Al triage (l’accoglienza) ti danno il “codice 5”: è quello meno urgente, il vecchio “codice bianco”. È lì che la tua attesa diventerà lunga: 20-24 ore. Non solo perché la prestazione non è urgente: è che mancano oltre 2000 persone tra infermieri e operatori socio-sanitari.
UN GIORNO DI ATTESA
«Ci sono persone in codice 5 che aspettano anche un giorno intero al pronto soccorso prima di essere presi in carico. Non sono casi isolati. Succede tutti i giorni. E non importa a quale ospedale ti rivolgi. Non cambia molto tra una Asl e l'altra» esordisce Giampaolo Giannoni, coordinatore regionale di Nursind, il sindacato autonomo degli infermieri. «Ma può capitare anche che sei un codice 2 o 3, un caso più grave. Passi avanti a tanti codici 5 e i medici del pronto soccorso ti curano abbastanza velocemente. Poi decidono di ricoverarti, ma si scopre che in reparto non c'è posto. E allora passi uno due giorni in una barella al pronto soccorso. Colpa dei tagli ai posti letto», aggiunge Flavio Civitelli, segretario regionale di Anaao Assomed, il sindacato dei medici e dirigenti del Servizio sanitario nazionale. È la cronaca di una sconfitta. E il punto dolente è il pronto soccorso in una regione che non è certo tra le peggiori d'Italia.
MANCA IL PERSONALE
È Giannoni del Nursind a dare i numeri. «Mancano 770 infermieri e 1340 operatori socio-sanitari (Oss) negli ospedali toscani. Qualche esempio. Nella ex Asl di Livorno, tra infermieri e Oss, l’organico è sotto di 100 persone. L'azienda ospedaliera universitaria pisana ha 90 infermieri e 300 Oss in meno. La ex Asl di Pisa ha un sotto organico di 40 infermieri e 60 Oss. Nella ex Asl di Lucca mancano 40 infermieri e 60 Oss. Vediamo poi la Asl Toscana Sud Est (Grosseto, Arezzo, Siena). Qui mancano 200 infermieri e 300 Oss ». I principali studi internazionali – per fare un esempio, lo studio RN4Cast che mette insieme le principali aziende sanitarie italiane ed estere - raccomandano di avere 1 infermiere ogni 6 pazienti. È il rapporto infermiere/paziente per evitare l'aumento del rischio clinico e della mortalità. In Toscana la media è di 1 infermiere ogni 12 pazienti. Il doppio. «E nei turni di notte spesso gli Oss non lavorano. Tocca agli infermieri rifare il letto, preoccuparsi dell'igiene e della sanificazione delle stanze. Ma così si perde di vista la cura del paziente. Con tutti i pericoli conseguenti» denuncia Giannoni.
POCHI MEDICI
È Civitelli di Anaao a tracciare il quadro: «Nei pronto soccorso mancano 150 medici. Ma da qui al 2025, solo per i pensionamenti, verranno a mancare 329 pediatri (compresi quelli di famiglia), 160 anestesisti, 160 rianimatori, 127 radiologi e 96 ginecologi». Eppure i concorsi per le assunzioni vengono banditi. Ma – risponde Civitelli - il problema «non è la Regione Toscana. Il problema è il Miur: il ministero dell’Università mette a concorso pochi posti per gli specializzati rispetto alla domanda che c'è. Con l'aggravante che il Miur comunica poco o nulla con il ministero della Sanità. Così che l'uno non conosce i bisogni dell'altro».
RIVOLTA NELL’ASL TOSCANA NORD OVEST
Rotte le trattative. A Livorno, Pisa, Versilia, Lucca e Massa Carrara, il Nursind dichiara lo stato di agitazione. «L'azienda non ci vuole ascoltare». A firmare la lettera indirizzata alla direzione generale e ai prefetti, i segretari provinciali Roberta Sassu (Livorno), Daniele Carbocci (Pisa), Roberto Pasquinelli (Lucca), Diego Vatteroni (Massa Carrara). Il conto alla rovescia è cominciato. I prefetti hanno una mendo di una settimana di tempo per trovare un'intesa sulle sostituzioni e sui problemi di personale, insostenibili all’inizio dell’estate (e delle ferie). Altrimenti sarà sciopero.
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