Sicurezza
«Non troviamo 30 giovani». Sommersi da offerte e critiche
AULLA. Il telefono non ha smesso di squillare. «Cinquanta, forse sessanta chiamate solo al mattino», dice Enrico Benassi, responsabile del personale per la cooperativa Serinper. . E sui social, apriti cielo. Decine di commenti dopo l’appello-denuncia della coop sociale, che cerca 30 dipendenti per un nuovo progetto rivolto agli adolescenti fragili ad Aulla (in Lunigiana) e non li trova. «Posti a tempo indeterminato – chiosava Benassi – eppure, nonostante le selezioni siano aperte da marzo, non siamo ancora riusciti a completare la squadra». Parla di giovani «sognatori, spaventati, conquistati da idoli social». Di ragazzi che si presentano ai colloqui con genitori altrettanto spaventati, che non cercano realmente l’autonomia, che sognano «di vivere e guadagnare facendosi fotografie». Inutile dire che le reazioni sono state opposte, e prevedibili. Da un lato molte persone hanno telefonato alla Serinper dicendo di voler inviare un curriculum e chiedendo se c’erano limiti d’età. Dall’altro lato in molti hanno attaccato Benassi: «Sono laureata, ho mandato un curriculum, non mi hanno richiamata», scrive sul Tirreno Facebook Camilla. «Se non trovate lavoratori chiedetevi perché, magari le condizioni non sono appetibili». E ancora: «I lavoratori non mancano, mancano gli schiavi».
Benassi ripete quanto detto il giorno prima: «Paghiamo regolarmente, per questi posti (dagli oss agli psicologi ai tecnici della riabilitazione psichiatrica) non ci sono limiti d’età. Gli stipendi sono in linea con il Contratto collettivo vigente per i lavoratori delle cooperative sociali».
L’appello-denuncia è servito, indubbiamente, a convogliare sulla Serinper un gran numero di attenzioni, e di curricula. Benassi auspica di esser cercato «da istituzioni, scuole, sindacati. C’è bisogno di preparare e formare nuove figure professionali». —
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