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Due amiche morte nello schianto in Fi-Pi-Li: sequestrato il telefonino del camionista

Flavio Lombardi
Due amiche morte nello schianto in Fi-Pi-Li: sequestrato il telefonino del camionista

Le due donne morte di Empoli andavano al mare coi mariti, feriti. L’autista della cisterna di gasolio urta una bisarca e non riesce a frenare

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LIVORNO. Avevano organizzato tutto da giorni. Due coppie di amici empolesi in pensione, compagni di gite ormai da tempo, volevano trascorrere una giornata al mare sulla spiaggia di Tirrenia, lontano dalla confusione del fine settimana. Erano partiti presto ed erano quasi arrivati a destinazione, ma alle 8.30, lungo la striscia d’asfalto della FiPiLi che costeggia Guasticce, la spensieratezza si è interrotta d’un tratto. Nel tamponamento che ha coinvolto la Volkswagen Up su cui viaggiavano, Anna Maria Carmini di 75 anni è deceduta sul colpo, mentre Diva Corsinovi di 80, è spirata durante il trasferimento con l’elisoccorso all’ospedale di Cisanello.

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È la maledizione di una superstrada che tre notti fa aveva strappato alla vita due amici neanche trentenni, in una dinamica terribilmente simile, anche loro uccisi in un tamponamento causato da un rallentamento non segnalato.

Oltre alle due donne, stavolta ci sono anche tre feriti gravi: Giovanni Cioni di anni 78, che era alla guida del mezzo e coniuge di Anna Maria, è stato trasportato all’ospedale di Livorno in prognosi riservata per una serie di fratture sparse su tutto il corpo, mentre Lorenzo Salvadori, classe ’39 come la sua dolce Diva, conosciutissimo a Empoli per aver gestito i bar dello stadio Castellani, è stato condotto a Cisanello, anche lui in condizioni gravi.

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Al pronto soccorso con contusioni al costato e allo sterno causate dall’esplosione dell’airbag della sua Renault Clio, anche Andrea Piegaia, 61enne di Lucca, che stava recandosi come tutti i giorni al lavoro nell’ufficio di un’azienda chimica affacciata sul porto di Livorno.

DOPPIO INCIDENTE

Secondo i primi rilievi eseguiti dalla Polstrada di Livorno, sembra che esattamente lungo la superstrada all’altezza dell’uscita Porto, si stesse formando una coda per un incidente. Gianluca Romanacci, livornese di 44 anni, conducente di una autocisterna della Alpakero - azienda labronica specializzata nel trasporto di carburanti - però non si sarebbe accorto che i mezzi che lo precedevano stavano rallentando la propria marcia. E così, probabilmente in fase di sorpasso ha urtato di striscio una bisarca, ha iniziato a frenare ma senza avere a disposizione lo spazio per evitare la collisione con la Volkswagen Up sulla quale si trovavano i quattro amici. L’impatto è stato violentissimo, il mezzo pesante carico di gasolio, ha tamponato l’utilitaria che a sua volta ha colpito in pieno la Renault di Piegaia. La reazione a catena si è esaurita quando quest’ultima ha tamponato un’altra autobotte già ferma.

I SOCCORSI

Lo scenario trovato dalle ambulanze di Svs, Misericordia e Croce Rossa, è stato apocalittico. Si è constatato il decesso della Carmini, nonostante i tentativi di rianimazione effettuati sul posto dal medico del 118, mentre è stato allertato il Pegaso per trasportare con la massima urgenza in ospedale la Corsinovi le cui condizioni sono apparse da subito disperate. Piegaia, pendolare, da 15 anni impiegato della Laviosa Chimica Mineraria di Livorno è uscito da solo dalla propria vettura, ma sotto choc per il colpo e per la scena che si è trovato davanti: i mezzi distrutti, i detriti sparsi ovunque e i lamenti disperati che provenivano dalla Volkswagen. In ambulanza, direzione ospedale Livorno, è salito per accertamenti anche Romanacci, pure lui sconvolto.

ORA LE INDAGINI

Poco prima delle 16, Alberto Cioni, figlio di una delle vittime, è arrivato all’obitorio del cimitero dei Lupi di Livorno, dopo aver fatto visita al padre Giovanni - storico socio e dipendente della vetreria Cive di Empoli - ricoverato in Rianimazione a Livorno. Accompagnato da due ufficiali della stradale, e da un amico e compagno di lavoro che era con lui quando è arrivata la terribile notizia, ha dovuto espletare le operazioni per il riconoscimento della salma della madre Anna Maria, pensionata da anni dopo aver lavorato nel settore dell’abbigliamento. Le indagini sono coordinate dal pubblico ministero Antonella Tenerani. L’autista sarà certamente indagato per omicidio stradale: il suo telefonino è stato sequestrato, secondo prassi, per capire se al momento dell’incidente fosse in uso.

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