Sicurezza
Abusi al Forteto: Fiesoli al bar con i minori, la foto finisce in Parlamento
Aulla: politico vede il fondatore del Forteto in un bar con i ragazzini. E Mugnai (Forza Italia) annuncia un’interrogazione al ministro. "Incredibile che un uomo condannato per violenza sessuale sui minori possa importunarli indisturbato"
AULLA. In canotta nera, con entrambi i palmi poggiati sul rosso del tavolino di un piccolo bar della Lunigiana, sorride ai due bimbi seduti che lo ascoltano. L’uomo in piedi è Rodolfo Fiesoli, fondatore del Forteto, condannato per i casi di abusi sessuali su minori nella struttura che fondò al Mugello. Lo riconosce e lo apostrofa Juri Gorlandi, coordinatore regionale dei giovani di Forza Italia: «Fiesoli, ti conosco. Il mio amico Stefano Mugnai è quello che ti ha inchiodato con le commissioni d’inchiesta». Fiesoli si risente, borbotta qualcosa e si allontana dal tavolo lasciando il locale.
«È incredibile che un uomo condannato per pedofilia possa girare così, a piede libero, disturbando due ragazzini», si lamenta Gorlandi. E pubblica un post sulla sua pagina Facebook, con tanto di foto con i visi dei ragazzini oscurati, biasimando l’episodio. «Domani (oggi per chi legge, ndr) segnalerò la cosa ai carabinieri», aggiunge.
Fiesoli è a tutti gli effetti un uomo libero, in attesa che la Cassazione si pronunci su un ricorso presentato dal suo avvocato, Lorenzo Zilletti, dopo una sentenza di condanna a 15 anni e 10 mesi della corte d’appello. Dopo la condanna, suggerisce il senso comune, dovrebbe trovarsi dietro le sbarre, ma è stato scarcerato il 5 luglio dello scorso anno dopo il ricorso.
La Cassazione stabilì che per un singolo capo d’imputazione, una violenza di gruppo, bisognasse tornare in Corte d’appello per rideterminare la pena, accogliendo la richiesta dei legali di non mandarlo in carcere dato che la sentenza non era definitiva. E in attesa del pronunciamento Fiesoli rimane un uomo libero non soggetto a misure cautelari o altri obblighi. Libero di andare e parlare con chi vuole.
«Gli stava raccontando che lui è uno scrittore, che ha scritto dei libri. A un certo punto ha messo la sua mano sulla spalla di uno dei due ragazzini e io, dopo averlo riconosciuto, ho deciso d’intervenire», racconta Gorlandi. E non è la prima volta che l’ex “profeta” del Forteto viene avvistato ad Aulla, dove vive ospite di una struttura.
A riprendere la sollecitazione di Gorlandi è il deputato forzista Mugnai, già presidente della Commissione d’inchiesta del consiglio regionale toscano sul sistema di affidamento dei minori in regione. Anche in questo caso il deputato fiorentino annuncia misure. E lo fa, anche lui, tramite un post su Facebook, annunciando un’interrogazione parlamentare. «A breve si costituirà anche al commissione d’inchiesta parlamentare, i gruppi stanno consegnando i nominativi», precisa.
Nel documento, indirizzato al ministro della giustizia Alfonso Bonafede, dopo aver ricostruito l’iter giudiziario si entra nel merito dell’avvistamento aullese. Mugnai scrive che «si tratta di un fatto inqualificabile, dato che è incredibile poter pensare che un uomo condannato per violenza sessuale e maltrattamenti ai danni di numerosi ragazzi possa agire indisturbato continuando a importunare minori indifesi, ponendoli in una situazione di grave pericolo». Il deputato infine chiede di verificare «ogni aspetto in ordine all’esecuzione di misure restrittive della libertà personale di Fiesoli, ribadendo la posizione in merito alle garanzie costituzionali, ma in un ragionevole equilibrio rispetto alla considerazione della gravità dei reati per i quali è stato condannato». —
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