Papa Francesco scrive ai detenuti di Gorgona: «Dio perdona sempre»
La lettera inviata dal Pontefice letta dal cardinale Simoni durante la sua visita e la messa celebrata sull’isola carcere
GORGONA. «Tutti noi facciamo sbagli nella vita e tutti siamo peccatori. E tutti noi chiediamo perdono di questi sbagli e facciamo un cammino di reinserimento, per non sbagliare più. Quando andiamo a chiedere perdono al Signore, Lui ci perdona sempre, non si stanca mai di perdonare e di risollevarci dalla polvere dei nostri peccati». Lo scrive Papa Francesco in una lettera inviata ai carcerati dell’isola della Gorgona spiegando di conoscere «la situazione non sempre facile delle carceri, pertanto non manco di esortare sempre le comunità ecclesiali locali a manifestare concretamente la vicinanza materna della Chiesa in questi luoghi di dolore e redenzione». . La lettera del Pontefice è stata consegnata dal cardinale Ernest Simoni che ha visitato il carcere e celebrato la messa a cui hanno partecipato gli agenti della polizia, i carcerati e gli abitanti dell’isola. Simoni era già stato alla Gorgona in una visita precedente, e in quella occasione i detenuti gli avevano affidato una lettera per Papa Francesco. Ieri il cardinale ha dunque portato sull’isola la risposta del papa a quella lettera. E a rimarcare l’interesse e l’attenzione da parte del Pontefice per la struttura di Gorgona e per i carcerati che vi soggiornano, viene sottolineato anche il fatto che la messa sull’isola è stata trasmessa in diretta da Radio Maria in tutta l’Europa. Il cardinale Simoni ha poi raccontato degli oltre 20 anni di prigionia e lavori forzati in miniera trascorsi da lui perseguitato in Albania dal regime comunista di Hoxha.
«Da parte mia, vi incoraggio a guardare al futuro con fiducia, proseguendo con il prezioso aiuto del vostro cappellano e degli altri educatori il percorso di cambiamento e di rinnovamento interiore, sostenuti dalla fede e dalla speranza che il Signore, ricco di misericordia, ci è sempre accanto», prosegue il Papa nella lettera che si chiude con i suoi cordiali e affettuosi saluti. «Vi sento vicini nella preghiera e vi affido alla materna protezione della Madonna», conclude il Pontefice compiacendosi «per l’impegno di tante persone che a Gorgona sono al vostro fianco ed operano a vostro conforto e sostegno» .
Il cardinale Ernest Simoni, che ormai vive stabilmente a Firenze, dopo aver letto la lettera di Papa Francesco ha pranzato con i detenuti visitando i luoghi di lavoro: le vigne, le stalle, l’azienda agricola. Attualmente l’isola-carcere nell’Arcipelago toscano ospita circa 90 detenuti e 50 agenti di polizia penitenziaria. Il cardinale Simoni si è poi intrattenuto con i detenuti per ascoltare le loro storie, rispondere alle domande e portare parole di consolazione. Così aveva fatto – ha ricordato – per gli oltre 20 anni di detenzione in Albania, quando era diventato anche il direttore spirituale di tutti i suoi compagni del carcere.
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