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Lo lascia, lui la sequestra e la stupra dopo averla legata al sedile dall'auto

Lo lascia, lui la sequestra e la stupra dopo averla legata al sedile dall'auto

Lucca, la relazione era iniziata su Facebook. Quando lei chiude e torna dal compagno viene attirata in una trappola

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LUCCA. La giustificazione che usa è che non ha accettato la decisione di lei di interrompere una fugace relazione clandestina nata dopo una serie di messaggi scambiati su Facebook. Così, servendosi di un complice, le dà un “ultimo” appuntamento, la fa salire in macchina, la lega al sedile e la porta in un bosco. Qui mette in scena un vero campionario di orrori: tenta di baciarla, di toccarla, minaccia lei e il suo compagno e alla fine si masturba davanti alla vittima, costretta ad assistere a quello spettacolo osceno. 

Una storia atroce quella che è finita al vaglio del giudice dell’udienza preliminare Riccardo Nerucci. Imputati un 46enne lucchese e un 37enne di Capannori. Sono accusati di sequestro di persona e minacce in concorso. Il 46enne dovrà rispondere anche di violenza sessuale. La vittima è una 29enne residente a Lucca.

UNA RELAZIONE NATA SU FB

I fatti in questione risalgono alla primavera 2017: in quel periodo la donna ha una relazione stabile con un compagno ma la loro storia viveva di alti e bassi. E proprio durante una fase di amore calante la ragazza comincia a scambiarsi messaggi su Facebook con un 46enne lucchese. Un corteggiamento digitale che la 29enne sembra gradire, tanto che inizia a vedere il suo spasimante e a un certo punto decide di interrompere la relazione con il compagno ufficiale, per vivere a pieno quella che considera una nuova storia d’amore. Per tre giorni si trasferisce addirittura a casa del nuovo amante. Ma la passione tra i due scema velocemente e la ragazza a quel punto fa un passo indietro, decidendo di tornare dal suo ex.

LA TRAPPOLA

Il 46enne, però, non la prende bene e comincia a minacciare la vittima con telefonate e messaggi. Non solo: facendosi aiutare da un complice (che peraltro risulta essere imparentato con la ragazza) la invita a quello che definisce un incontro chiarificatore. Ma è una trappola. È il 9 giugno 2017, la sera degli orrori per la 29enne: la donna arriva all’appuntamento e subito capisce che aria tira. I due uomini le strappano il cellulare di mano, le tappano la bocca con una mano per impedirle di urlare e nel frattempo la legano al sedile dell’auto. Un sequestro in pratica. La conducono in un boschetto appartato, dove sono sicuri di poter agire indisturbati, e qui danno sfogo alle loro nefandezze. «Non puoi tornare a vivere con il tuo ex altrimenti uccidiamo te e lui – le dice il 46enne – Mi basta fare una telefonata ai miei amici “mafiosi calabresi” per farlo fuori».

LA VIOLENZA

Per dare maggior peso a quelle parole infila un sacchetto di plastica sulla testa della 29enne, minacciando di soffocarla. Non è finita. Rimasto solo in macchina con la donna, il 46enne comincia ad allungare le mani: tenta di baciarla, infila le mani tra le sue gambe e conclude quell’abominio masturbandosi davanti a lei, spettatrice inerme di quella miseria umana. Alla fine la ragazza riesce a liberarsi, afferra una bottiglia d’acqua, la tira in faccia al suo aguzzino e fugge.

Poco ore dopo si presenta alla questura di Lucca per sporgere denuncia: fornisce nomi e cognomi dei sequestratori agli agenti. In un baleno le volanti rintracciano i due balordi (peraltro già noti alle forze dell’ordine vista la lunga fedina penale che si portano dietro), che vengono sottoposti a fermo di polizia giudiziaria.

IN TRIBUNALE

Venerdì mattina un nuovo capitolo di questa brutta vicenda, con l’udienza preliminare: la procura, rappresentata in aula dalla pm Lucia Rugani, chiede il rinvio a giudizio degli imputati e il giudice accoglie la richiesta. La fase dibattimentale si aprirà a novembre davanti al collegio giudicante numero 3. 

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