Attenzione
Meyer, ecco il medico che tinge di rosso la speranza
Grazie alle donazioni, un servizio dell’ospedale riesce ad aiutare i pazienti dei reparti a più alta intensità di cura come rianimazione, oncoematologia (per le leucemie ad esempio), terapia intensiva neonatale
Franco Bambi dal 1991 è dirigente medico del Servizio Trasfusionale del Meyer che ha diretto dal 2001 al 2015. Il servizio si occupa di raccogliere sangue e derivati e di “lavorarli” per aiutare i piccoli pazienti. Da gennaio 2016 Bambi è coordinatore dell'area dei servizi dell'ospedale. E spiega come si articola questo servizio così importante per la cura dei bimbi.
Cos'è il servizio trasfusionale del Meyer?
«Fin dagli anni ’60 il Servizio Trasfusionale del Meyer raccoglie sangue intero ed effettua procedure di aferesi produttiva: centrifugazione del sangue per isolare singoli componenti come globuli rossi, piastrine e plasma grezzo (plasmaferesi con asportazione solo del plasma e multicomponent) su donatore. In attesa del completamento del progetto regionale di Officina Regionale Toscana, produce dal sangue raccolto gli emocomponenti necessari alle esigenze trasfusionali dei bimbi. Svolge anche direttamente attività terapeutiche su pazienti come ad esempio procedure di plasma-exchange ed eritro-exchange e di fotochemioaferesi. Contribuisce inoltre al “Programma di trapianto emopoietico pediatrico”, accreditato secondo gli standard internazionali, raccogliendo e manipolando le cellule staminali emopoietiche di donatori e pazienti. Ospita, infine, la “Cell Factory Meyer”, autorizzata dall’Agenzia Italiana del Farmaco, strutturata e organizzata come una vera e propria “officina farmaceutica” per l’allestimento a fini terapeutici di prodotti cellulari nelle condizioni di qualità e sicurezza richieste dalle più recenti normative».
Come si accede alla donazione?
«Il donatore può rivolgersi al nostro centro o alla propria associazione di appartenenza per prenotare il giorno e l’ora nella quale intende effettuare la propria donazione o, nel caso sia al suo primo accesso, la visita di idoneità mediante il servizio di prenotazione regionale AgenDONA. Le donazioni in aferesi si effettuano solo su prenotazione. L’orario delle donazioni è dalle 8 alle 11 nei giorni feriali e nell’ultima domenica di ogni mese. I donatori, che utilizzano la propria auto, possono usufruire gratuitamente dell’ampio parcheggio per il tempo della donazione; a chi si avvale invece dei mezzi pubblici sono distribuiti gratuitamente due biglietti Ataf».
Dove va a finire il sangue donato al Meyer?
«Tutto il sangue e gli emocomponenti donati sono sottoposti alle lavorazioni e agli accertamenti specifici che consentono di preparare e validare le unità di globuli rossi, plasma, piastrine così fondamentali nel percorso terapeutico dei nostri bambini ricoverati nei nostri reparti clinici e di contribuire, quando se ne presenta la necessità, al meccanismo di compensazione regionale che è essenziale per gestire con efficienza il sistema trasfusionale toscano».
Quanto sangue e quante emocomponenti vengono donati in un anno?
«In Toscana, nel 2018 le donazioni di sangue e in aferesi sono state, rispettivamente, 161.645 e 52.558, mentre nel nostro centro abbiamo registrato nel 2018 5.011 donazioni di sangue intero e 1.503 donazione in aferesi ( di specifiche componenti del sangue). È da sottolineare che la nostra attività di raccolta è in costante crescita dal trasferimento nel nuovo presidio nel 2018».
Quanto è importante il sangue per le attività del Meyer?
«Ci permette di far fronte ai bisogni trasfusionali dei reparti a più elevata intensità di cura (come oncoematologia, rianimazione, terapia intensiva neonatale, neurochirurgia) e di sostenere le esigenze di pazienti affetti da patologie croniche (emoglobinopatie). È da sottolineare la grande crescita negli ultimi anni delle donazioni da aferesi che ha permesso di sostenere i particolari bisogni di concentrati piastrinici dei pazienti oncoematologici pediatrici, contribuendo a realizzare protocolli terapeutici sempre più innovativi».
Come si sensibilizza sull'importanza della donazione?
«Sottolineando che la donazione volontaria e consapevole rappresenta un gesto importante: concretizza, infatti, la propria disponibilità verso gli altri ed anche verso se stessi, alimentando così un “patrimonio” collettivo tangibile di cui ciascuno può usufruire al momento del bisogno. E dobbiamo dire grazie ai nostri donatori, che ci aiutano a sostenere i bisogni dei nostri bambini».
Come si svolge l'attività dell'unità di raccolta e di processazione delle cellule staminali emopoietiche (non ancora del tutto differenziata da cui hanno origine tutte le cellule del sangue e del sistema immunitario)?
«Ormai la definizione di trapianto di midollo, a lungo utilizzata, è riduttiva e superata dalle attuali alternative trapiantologiche. Si parla, infatti, di trapianto emopoietico che contempla le differenti fonti cellulari utilizzabili e le numerose possibilità di manipolazione cellulare. L’impegno del centro è di garantire all’unità clinica di trapianto la disponibilità di tutte le più innovative alternative di raccolta e manipolazione cellulare nel percorso di trapianto pediatrico. Le cellule staminali emopoietiche prelevate dal sangue circolante di pazienti e di donatori familiari sono poi manipolate in ambienti a contaminazione controllata utilizzando, se necessario, particolari piattaforme tecnologiche ed eventualmente crioconservate in azoto liquido, prima di essere infuse nei piccoli pazienti».
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