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Toscana

Normale fuori dalle prime 200 università migliori al mondo

Giuseppe Boi
Normale fuori dalle prime 200 università migliori al mondo

QS rankings: nessuna eccellenza italiana nella top 20. La  scuola d’eccellenza per antonomasia passa dal 175° posto al 204°

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PISA. Nessun ateneo nei primi 20 al mondo e solo tre nei primi 200 contro i quattro dello scorso anno. Eppure il mondo accademico italiano riesce a fare massa critica e conquistare il settimo posto nella classifica globale delle università stilata dalla Quacquarelli Symonds (QS) e supera Francia e Spagna. Un risultato ottenuto in particolare grazie alle performance del Politecnico di Milano, che entra nelle prime 150 facoltà, e alla Scuola superiore Sant’Anna di Pisa, nella top 10 per impatto della ricerca.

Il ranking mondiale premia gli sforzi dell’Università di Bologna, la crescita della Sapienza di Roma e sottolinea l’alto livello delle università del nord-est e della così detta provincia italiana. Una classifica che però palesale difficoltà di un’eccellenza come la Normale di Pisa che esce per la prima volta dai migliori duecento atenei. Una “retrocessione” figlia tanto delle beghe accademiche interne quanto dei limiti strutturali del nostro Paese: «L’Italia ha università straordinarie e ci auguriamo che la sua classe dirigente le sostenga con investimenti adeguati e politiche lungimiranti», commenta Ben Sowter della Quacquarelli Symonds.

Comanda Milano

Il ranking elaborato dall’agenzia QS è tra i più autorevoli a livello internazionale. Si basa su indicatori che misurano la reputazione degli Atenei, il rapporto docenti-studenti, la produttività scientifica e il livello di internazionalizzazione. Elementi in cui eccelle il Politecnico di Milano che migliora di 7 posizioni in un anno e conquista la 149ª piazza e fa da apripista alle altre università meneghine: la Statale (che dal 325° posto passa la 302°), la Cattolica (che cala dal 491°alla fascia 511-520) e la Bicocca (che passa dalla fascia 601-650 a quella 591-600). Nel ranking non è presente la Bocconi ma solo perché considerata un’università specialistica. Al dominio milanese, cui si aggiunge il buon piazzamento di Pavia (fascia 581-590) Roma risponde con 3 atenei: La Sapienza (217° posto), Torvergata (fascia 211-520) e Roma Tre (801-1000). Ottima anche la classifica delle torinesi: il Politecnico (348° posto) e L’UniTo (541-550).

Pisa e il caso “Normale”

Anche Pisa ha tre università tra le prime mille al mondo: le già citate Sant’Anna e Normale, a cui si aggiunge La Sapienza capace di passare in un anno dal 422° al 389° posto. Risultati eccellenti per una cittadina sotto i 100mila abitanti che però si conferma ai massimi livelli nella ricerca scientifica e accademica. Nonostante tutto questo a fare notizia è il calo della Normale: l’Università d’eccellenza per antonomasia passa dal 175° al 204°. Un risultato negativo in parte attenuato dal 16° posto nel rapporto tra studenti e docenti, quindi per qualità della didattica. Ma resta lo smacco per un’istituzione che paga i problemi interni: cattedre vacanti da anni, accuse di sessismo, l’idea abortita di aprire una succursale a Napoli e le dimissioni tra le polemiche dell’ex rettore.

Nordest ed Emilia al top

In generale in Italia vale comunque il detto piccolo è bello. L’ateneo che registra la crescita più elevata è quella di Modena e Reggio Emilia, che passa dalla fascia 801-1000 a quella 751-800. Retrocede invece in ultima fascia l’Università di Ferrara, mentre confermano la posizione (751-800) la Ca’ Foscari di Venezia e l’Università di Trieste. Tra le new entry, in ultima fascia, si segnalano invece Udine e Parma.

Padova e le imprese

Va infine segnalato un unicum assoluto: l’Università di Padova. Con il 234° posto non è solo il sesto ateneo italiano, ma Qs sottolinea come sia l’unico a crescere nell’opinione delle imprese e dei datori di lavoro.


 

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