Gioco
Apre la villa confiscata alla Mafia: Salvini ci si tuffò, ora ci suonerà la band di “Bella ciao”
Domenica, per la prima volta, aprirà al pubblico la tenuta confiscata 36 anni fa a un boss e la Regione invita in concerto i Modena City Ramblers
MONTERONI D’ARBIA. Anche qui finì una delle tante «pacchie». Quella dei mafiosi. Ma nell’immaginario di tutta Italia la tenuta di Suvignano resterà il set del primo fulgido gesto. Lui, Matteo Salvini, che d’improvviso non sopporta la calura, si getta in un capanno, infila un paio di pantaloncini, marcia sicuro sul prato sbeffeggiando gli astanti («Quanto mi invidiate eh, quanto!?») e ciafff. «Che gusto il tuffo nella villa del boss. Doppio gusto!». . Tempo mezzora e mezza Italia si sperticò in paragoni, paralleli e analogie fra Matteo e Benito, fu un’orgia di post sulla bracciata mussoliniana, anzi alla Mao o forse alla Grillo, in un climax sempre meno edificante. Ma certo nelle nostre menti questi 640 ettari confiscati al mafioso Vincenzo Piazza per la prima volta nel 1983 (in via definitiva nel 2007) sono rimasti come un topos sovranista oltre che un simbolo dell’antimafia.
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Ecco, proprio dove il ministro che adora scagliarsi contro «zecche e moscerini rossi» dichiarò guerra a «quelle merde di mafiosi» (ipse dixit) con il tuffo doppio gusto, la Toscana si prende il gusto di farci suonare i Modena City Ramblers, la “rossa” band emiliana famosa (anche) per la rivisitazione di “Bella ciao”.
Lo farà domenica prossima dalla mattina al pomeriggio inoltrato nella prima apertura al pubblico della tenuta da qualche mese affidata dall’Agenzia per i beni confiscati alla malavita alla gestione della Regione. Sarà il primo di uno dei tanti appuntamenti con cui la Toscana vuole far conoscere al pubblico la storia di un gioiello diventato anche l’icona della capacità di infiltrazione delle mafie sul territorio. Così ci sarà spazio per le parole, di lotta e di speranza, parteciperanno Antonino De Masi, imprenditore calabrese, che da anni vive sotto scorta per aver denunciato il racket, e la giornalista di Repubblica Federica Angeli, sotto scorta anche lei dal 2013 per le sue inchieste sulla mafia romana. E ci sarà la musica (con la street art band "BadaBimBumBad" a guidare come un pifferaio gli ospiti sui sentieri di una terra riconquistata), il teatro ("Straligut teatro") e occasioni per picnic all'aperto con i prodotti agricoli a filiera corta del territorio e aziende di street food.
La tenuta - 640 ettari fra Monteroni d’Arbia e Murlo - conta una colonica di pregio, altri 17 edifici, 21 mila metri quadri tra immobili e magazzini, una chiesetta, la villa, poi campi di grano, olivi, una fattoria con pecore, maiali di cinta Senese, cavalli e ciuchi di Ragusa. Suvignano è stato il buco nero della (ex) Toscana felix, il volto di una mafia che fa affari investendo i suoi guadagni illeciti nella bellezza. «La Toscana non è terra di mafia – dice l’assessore alla legalità Vittorio Bugli – ma il fatto che qui i clan facciano affari non va sottovalutato, anzi ci vuole una reazione forte di tutte le istituzioni e della società toscana. Della mafia occorre parlare, ad alta voce, e va promossa la cultura ed educazione alla legalità, a cominciare dai ragazzi». Insomma, un tuffo doppio gusto sì, ma nella cultura. —
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