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In Italia sono concentrati soprattutto in Sardegna nella zona dell’Ogliastra
FIRENZE. Gli ultracentenari in Italia sono in aumento. L’affermazione è del professor Niccolò Marchionni, ordinario di Geriatria all’università di Firenze e direttore della struttura organizzativa dipartimentale di cardiologia generale, azienda ospedaliero-universitaria Careggi. Il professore è anche vice presidente della Società italiana di cardiologia geriatrica ( SICG), da lui fondata insieme ad altri specialisti nel 2012, con lo scopo di sviluppare un processo di integrazione culturale tra cardiologia e geriatria, attraverso ricerca di contatti con altre specialità.
Professor Marchionne, fra quali specialità favorisce l’integrazione?
«Favoriamo l’integrazione fra cardiologia, geriatria e, prima fra tutte, la medicina generale, che nel nostro Paese ha la primaria responsabilità della gestione delle malattie croniche».
L’obiettivo è l’aumento della longevità?
«L'aumento della longevità, secondo i ricercatori, è una tendenza omogenea in tutti i Paesi del mondo industrializzato. Ma in Italia varia da Nord a Sud. Nel nostro Meridione gli anziani i super vecchi sono meno, a dimostrazione che conta molto il grado di inquinamento, ma anche l'efficienza del sistema sanitario e la protezione sociale».
Professor Marchionni quante sono le cosiddette "Blue Zones" con la maggiore percentuale di centenari nel mondo?
«In base alla mappatura attuale sono cinque e tra queste una è in Italia: l'Ogliastra in Sardegna. Le altre sono: Okinawa in Giappone, Loma Linda in California, Nicoya in Costa Rica e l'Icaria in Grecia».
Cosa accomuna queste località?
«A quanto è stato esaminato finora, gli abitanti di queste zone hanno in comune questi elementi: una dieta morigerata con pochi grassi animali, movimento fisico continuo e un'intensa rete di relazioni sociali. Elementi fondamentali da imitare per vivere a lungo, ma soprattutto per vivere bene». —
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