Il Tirreno

Toscana

Europee, l’ira di Ceccardi contro i leghisti dissidenti «Pronte le epurazioni per chi l’ha boicottata»

Mario Neri

Riconteggio beffa per la “leonessa”: superata dal prof anti-euro Rinaldi Non è più campionessa di preferenze. Lei si sfoga: «Sono 4 sfigati» 

3 MINUTI DI LETTURA





il retroscena

Uno dei primi finiti nel mirino è Gustavo Pagni, ex segretario della Lega per la zona del Cuoio. Uno dei dissidenti, dei Susy’s boy che hanno deragliato, deviato, insomma che la Susy l’hanno boicottata, «tradita», ohibò, e adesso rischiano un provvedimento disciplinare, una sospensione, forse un’espulsione.

Lui lo ha fatto con un post il 17 maggio, uno fendente tirato da un (ex) fedelissimo sulla tela della leonessa, leader dei sovranos toscani e pupilla di Matteo Salvini: «Da settimane è un pullulare di dirigenti che a tambur battente dicono che bisogna votare i nostri candidati toscani per mandarli a Bruxelles, ma non hanno ancora terminato i loro rispettivi mandati - ha scritto su Facebook - Dobbiamo assistere ad una campagna con gente che va a giro col pancione, una cosa mai vista. Mi si dovrebbe spiegare come un candidato che fa anche il capo del partito regionale, il sindaco, il parlamentare europeo e il genitore di un nascituro. Io voto Rinaldi». Antonio Rinaldi, il prof romano anti-euro, uno dei volti tv più noti della linea salviniana contro il rigore di Bruxelles. In realtà in ottimi rapporti con Ceccardi, ma “usato” come paladino dalla dissidenza interna e pezzi della corrente di Fracesco Pellati, ex presidente della vecchia guardia bossiana in Toscana in rotta di collisione con il nuovo corso ceccardiano. Il suo nome sta diventando un caso. Perché dal riconteggio appena certificato dalla corte d’Appello risulta lui il campione di preferenze nel Centro Italia (ovvio, dopo il Capitano) e non Ceccardi: 48.501 lui, 48.374 lei. Un soffio. Non è a rischio il posto da eurodeputata. Ma ce n’è abbastanza per far scattare la “caccia” ai sabotatori. «Se qualcuno fra gli iscritti avesse offeso, danneggiato l'immagine o boicottato la campagna di qualsivoglia candidato, sarebbe ovviamente soggetto a provvedimento disciplinare», conferma una fonte leghista. I coordinatori provinciali starebbero per far partire lettere di richiamo: una decina. Le province di Siena, Pisa, Firenze, Prato e Lucca nel mirino. «I provinciali possono fare provvedimenti da statuto. Ma chi ha fatto campagna per altri, ha fatto il suo, ha portato voti alla Lega. E, figurarsi, io ho fatto un ticket con Rinaldi, invitavo a votarlo», dice lei da Bruxelles, al fianco di Marine Le Pen. Ma dalla Toscana arrivano voci e sms. «Figurarsi se mi importa di purgare quattro sfigati. Rinaldi mica ha preso i voti grazie a questi. Tutti mezzi espulsi, gente senza spazio che ha sfruttato un cavallo vincente per risolvere beghe locali. Per me possono rimanere le nullità che erano», si sfoga con i suoi. Da giorni si sente accerchiata, dagli alleati prima e ora dal fuoco interno. Sa che i giornali lavorano ai retroscena, e prova a disinnescarli con un post: «Ho un grande rispetto per i giornalisti, ma ultimamente hanno rotto le scatole! Da giorni la menano fomentando liti nel centrodestra, ora con le liti interne. E nel giorno in cui si forma il nuovo gruppo in Europa, pensano a contare le preferenze, a sentire cosa dice l'ex militante di Roccacannucce, l'indiscrezione falsa del frustrato di turno che viene presa per oro colato. Ma dei problemi in Italia, del PD e i legami con la magistratura non ne parlate? Bacioni e pane e Nutella per tutti!» —

Mario Neri

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web