La battaglia di don Nando, un prete social contro Salvini
«Si è scagliato contro un giovane picchiato perchè invitava ad amare il prossimo: le sue parole mi fanno ribrezzo». E su Facebook scrive «se amare il prossimo significa essere comunista, allora anche io sono comunista»
LUCCA. Negli ultimi otto giorni ha attaccato la processione riparatoria contro il Gay Pride a Modena, la marcia del Movimento della Vita e dei neofascisti a Roma, la visione arcaica delle donne di Radio Maria. E ieri mattina don Nando Ottaviani, parroco di Coreglia Antelminelli, paese arroccato sulle colline della Valle del Serchio ha mirato - seppur indirettamente - al bersaglio grosso, al ministro dell’interno e leader della Lega Matteo Salvini. Di buon’ora, sul proprio profilo Facebook, il prete ha pubblicato una sua foto con un grande cartello e una scritta inequivocabile: «Ama il prossimo tuo (cit. Gesù). Se questo vuol dire essere comunista, allora io sono comunista».
[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.33564901:Video:https://video.iltirreno.gelocal.it/locale/don-nando-prete-social-contro-salvini-parole-che-fanno-ribrezzo/122741/124353]]
Cosa c’entra con Salvini? Lo spiega lo stesso don Nando, rifacendosi al video dell’aggressione a un giovane durante un comizio a Cremona: «Non sapevo che manifestare pacificamente senza dire nulla, ma alzando solo una scritta, “Ama il prossimo tuo” presa dal Vangelo, Vangelo tanto sventolato, potesse essere un attentato alla democrazia. E poi sentire un ministro della Repubblica offendere e dare del comunista a quel giovane, infuocando così ancor più gli animi di quella gente che intanto picchiava schiaffeggiava e prendeva a calci quel giovane manifestante, mi fa ancora ribrezzo. Sono solidale con quel giovane manifestante che in silenzio senza usare violenza ha solo espresso una sacrosanta verità». Parole inequivocabili, ribadite in maniera ancora più netta con il cartello pubblicato ieri mattina.
[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.33565179:Video:https://video.iltirreno.gelocal.it/politica/cremona-contestatore-aggredito-durante-comizio-salvini-lui-lo-irride-un-applauso-all-unico-comunista-che-c-e/122658/124270]]
Non che queste prese di posizioni di don Nando siano una novità. Né la sua avversione, in particolare, alle politiche della Lega. Lo scorso anno, tanto per citare un episodio, quando il ministro della famiglia in quota Carroccio, Lorenzo Fontana, annunciò lo stop al riconoscimento dei figli di coppie omosessuali, spiegò chiaro e tondo che lui, quei bambini, dopo un adeguato percorso di catechesi li avrebbe battezzati. Così come quelli avuti da coppie eterosessuali con tecniche “proibite”: «Se non lo facessi quanti bambini rimarrebbero “sospesi”?». E sull’obbligo di crocifisso nei luoghi pubblici sventolato da Salvini: «Gesù non ha mai imposto la sua parola quindi se non l’ha imposta lui figuriamoci un uomo di Stato laico. Non sapendo nemmeno il significato di quel crocifisso. Povero cristianesimo, povero crocifisso. Attenti a essere cristiani di facciata».
Don Nando è un grande utilizzatore di Facebook, social che ha utilizzato anche per proporre in diretta i matrimoni da lui celebrati. Questo l’ha reso noto anche oltre la Lucchesia, ma gli ha anche attirato critiche, come quella di essere troppo vicino ai gay: «Io sono vicino ad ogni essere umano. Alla sua storia alla sua felicità e alle sue lotte. Qualunque esse siano», è stata la sua risposta. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
