La protesta
In Toscana riscossa Pd: 14 sindaci su 17. La destra non sfonda, flop della Lega
I Dem confermano la ripresa e sperano di confermarsi alla guida della Regione. Ceccardi: gli elettori M5S ci hanno tradito
LIVORNO. Piombino se ne sta lì come l’ultimo scalpo, come un soldato lasciato da solo in un avamposto, una ferita nel cuore operaio della regione, ma quasi salutare, un monito, per non dimenticare gli errori, la fine che fai se cedi al personalismo, all’arroganza, alle logiche da capo bastone. Ma la città del golfo d’acciaio e salmastro è l’unica di peso a passare alla destra (destra vera, certo), l’unico vero colpo storico che riesca a mettere a segno la Lega in questa tornata, e neppure con un candidato di bandiera. Poi il giorno di dolore del Pd finisce qui, perché per il resto la Toscana segna un riscatto, una riscossa dem.
E se Nicola Zingaretti oggi volesse offrire un simbolo al popolo finora smarrito e ancora semi stordito dopo lo tsunami del 4 marzo 2018, dovrebbe venire qui, a Livorno, l’unico ballottaggio senza un uscente fra gli sfidanti. Da dove era cominciato il declino, i dem decidono di ripartire. E non è un caso che la segretaria toscana e renzianissima eurodeputata Simona Bonafè a mezzanotte corra ad abbracciare Luca Salvetti. Il giornalista di Telegranducato scelto non solo strappa la città ai grillini, ma al ballottaggio stravince su Andrea Romiti, il poliziotto di Fdi. Poi c’è la Prato di Matteo Biffoni. Anche qui un uomo della generazione Leopolda che dal Rignano Power via via ha preso le distanze, marcato la sua autonomia, così come ha fatto Dario Nardella contro Ubaldo Bocci due settimane fa a Firenze. Tutti e tre capaci di sovvertire lo schema della spirale negativa vissuta negli ultimi cinque anni: potevi essere un buon sindaco, aver governato discretamente (citofonare a Fassino) ma l’onda antisistema ti avrebbe travolto.
TUTTI I RISULTATI DI BALLOTTAGGI E COMUNALI
Non è più così. Il “Biffo”, portato in trionfo dai suoi come un pugile per le strade della città, si fa beffe di Daniele Spada, il funzionario di Confcommercio voluto dalla Lega. Si riprende la fascia tricolore con il 56,1%, lasciando l’avversario al 43,8. Ma non sono solo i capoluoghi le scintille di un risveglio dal contagio dell’era renziana, quella delle «roccaforti» cadute una a una in un domino che sembrava non volersi arrestare. Basta guardarla la mappa della Toscana: nel voto delle Comunali palpita ancora un’anima “rossa”. Nelle città la stagione della mutazione culturale e politica in un territorio per settant’anni abituato a specchiarsi in una geografia di riferimenti etici e ideologici solidi, sembra essersi arrestata. Del voto fluido, della società liquida e post-ideologica non si avvantaggia più soltanto l’antipolitica o il populismo. Pontedera, la città della Piaggio e del governatore “comunista” Enrico Rossi, resta alla sinistra. E così Ponsacco, Rosignano, Cecina. Su 17 Comuni, ne prende 14. Ne aveva 16, ma il ritorno di Livorno è cruciale. «Manteniamo Prato e riconquistiamo Livorno e chiudiamo un grande tornata. Siamo forti!», esulta Bonafè, che ora può guardare con meno ansia alle Regionali 2020.
La Toscana è un’eccezione, l’unica regione in cui l’onda verde non travolga tutto. Qui ai sovranos di Susanna Ceccardi vanno poco più che briciole: dopo Montecatini e Massarosa, arrivano Cortona, Agliana e appunto Piombino, l’unica vera vittoria simbolica, ma firmata da Francesco Ferrari, l’avvocato di Fratelli d’Italia. La «leonessa di Cascina» e leader dei leghisti in regione vive un paradosso: dopo aver strappato un seggio a Bruxelles, subisce la prima sconfitta personale; la leadership della pupilla di Matteo Salvini nel centrodestra toscano esce offuscata in vista delle Regionali 2020. Per la Lega il voto nelle città è un flop, non espugna nessuno dei tre capoluoghi. Eppure i sovranisti non sono mai stati così forti, almeno nel voto d'opinione delle Europee, arrivati al 31,5%, a due incollature dai democratici (33,4%).
Così la Susy riesce appena a parlare di «storiche vittorie», sapendo che l’aggettivo - se si esclude Piombino - è un azzardo. Ma poi ammette: «Il M5S non ci ha seguiti. Stiamo tornando al bipolarismo classico fra destra e sinistra». Sì, dopo essere stati prosciugati da Salvini, i grillini sin son vendicati di Capitan-Ugolino. Le icone di questa riscossa sono loro, i sindaci dem. Salvetti, Biffoni, Nardella, che quasi costringono a rispolverare il lessico della rottamazione: con loro il Pd ha asfaltato la Lega.
MAPPE A CONFRONTO
La Toscana prima del voto
La Toscana dop il voto
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