Italia
Se il neonato ha difficoltà ad allattarsi e defecare e suda molto, state in allerta
MASSA. Uno dei problemi dei genitori, soprattutto dei genitori alla prima esperienza, è comprendere quando il figlio stia davvero male. E, in effetti non è facile interpretare i segnali, in particolare in bambini molto piccoli. Se, oltretutto, la patologia è legata a un problema cardiaco. Quali sono, allora, i sintomi nei bambini di pochi mesi che non devono destare allarme e quali invece devono preoccupare?. Raramente le cardiopatie congenite determinano sintomi specifici in epoca neonatale e molto di frequente la sintomatologia è generica, legata uno stato prolungato di sofferenza e alla incapacità ad eseguire le fisiologiche attività del neonato (alimentazione, defecazione e pianto). Infatti, le cardiopatie congenite critiche - quelle cioè che si manifestano acutamente in epoca neonatale - determinano un eccessivo lavoro da parte del cuore e una sua incapacità a fronteggiare le normali richieste energetiche del paziente. Il piccolo appare, pertanto, lamentoso e insofferente, con difficoltà ad alimentarsi e facile affaticabilità e sudorazione durante la suzione e la defecazione.
Questa condizione si manifesta spesso nei primi 7-10 giorni dalla nascita ed è legata a cardiopatie importanti come la coartazione aortica (il restringimento del tratto iniziale dell’aorta) o la stenosi aortica (il restringimento o l’ostruzione dell’aorta), in cui il picco di insorgenza della sintomatologia è tipicamente la prima settimana di vita. Altre cardiopatie possono, invece, dare la “cianosi” un colorito bluastro di tutto il corpo, espressione di una scarsa ossigenazione tipica della tetralogia di Fallot (malformazione cardiaca congenita composta da quattro problemi) o della stenosi polmonare critica.
Nelle epoche successive, invece, il principale problema legato a una cardiopatia congenita clinicamente importante è la difficoltà nell’alimentazione e la mancata o insufficiente crescita. In ogni caso, una corretta valutazione clinica da parte del pediatra di famiglia è in grado di far sorgere il sospetto di qualcosa che “non funziona” nel piccolo e consente l’invio tempestivo a un centro specialistico per escludere un problema cardiaco o il suo inquadramento diagnostico. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

