Il Tirreno

Toscana

i paradossi della burocrazia 

Niente arselle della Versilia nel menu dei ristoranti

Donatella Francesconi
Niente arselle della Versilia nel menu dei ristoranti

Viareggio non attiva l’impianto  che impacchetta i molluschi  nei sacchetti con il marchio Ce   Manca un disegno dei tecnici comunali sul mercato ittico 

2 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Niente arselle di provenienza locale per la Versilia che ha fatto degli spaghetti con i piccoli molluschi uno dei propri simboli. Niente paura: l’ambiente e le condizioni dell’acqua di mare non hanno alcuna responsabilità. Si tratta di una vicenda tutta di burocrazia e, dunque, ancora più assurda.

Dieci anni fa, con i fondi che la Comunità europea periodicamente riserva per la pesca, il mercato ittico di Viareggio - città che oggi conta una Marineria da circa 120 pescherecci - fu dotato di asta elettronica, macchina del ghiaccio ed impianto di insacchettamento molluschi. Di questi macchinari ha funzionato, poco e male, la sola macchina del ghiaccio. E della vicenda, un paio di anni fa, si è occupata anche la Corte dei Conti con un’inchiesta della quale niente si è più saputo. In questo quadro, il macchinario per l’insacchettamento dei molluschi, che devono essere venduti con apposito codice della Comunità europea, non ha mai mosso neppure un ingranaggio.

Ad insacchettare i molluschi per i pescatori viareggini provvedeva un’azienda privata che quest’anno ha chiuso i battenti. Da tempo la categoria di chi vive andando per mare e pesci ha fatto presente al Comune di Viareggio l’impellenza di mettere in funzione l’impianto al mercato ittico. Perché ciò accada, però, è necessario che un tecnico del Comune produca un disegno della porzione di mercato sulla quale il macchinario è collocato. Impresa che sembra titanica, nonostante le insistenze dei pescatori dovute anche al fatto che la Capitaneria di porto giustamente pretende che tutto venga fatto a norma di legge.

Il Tirreno ha chiesto all’amministrazione comunale (tramite ufficio stampa) cosa stia accadendo e se la vicenda possa o meno essere di rapida soluzione. Ma non c’è stata risposta alcuna. Mentre dai pescatori si apprendere che il ritardo sarebbe dovuto all’eccessivo carico di lavoro degli uffici comunali.

Insomma: le arselle non mancano, sono anche commestibili, l’Asl è pronta a rilasciare il marchio comunitario, il macchinario c’è, il mercato ittico anche. Manca - è il caso di dirlo - un passaggio burocratico davvero minimo, per certificare l’agibilità dello spazio in cui l’impianto di insacchettamento si trova. Per il momento - se la voglia di spaghetto con le arselle si fa proprio impellente - non resta che trovare due braccia robuste che si armino di apposito strumento per la pesca sportiva e portino i molluschi nel piatto. Purché si tratti di un pranzo in famiglia o tra amici. Perché al ristorante valgono le regole ulteriormente ingarbugliate dal non spiegabile ritardo burocratico. —

Donatella Francesconi

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa