La protesta
Modellino di cuore in 3D, l’equipe prova l’intervento poi lo effettua sul paziente
Per casi di particolare complessità Massa ha sperimentato la procedura: 2 bimbi di nuovo presto inseriti nel progetto
MASSA. All' Opa non nascono solo neonati con problemi cardiaci ma partoriscono anche le mamme con varie problematiche cardio-vascolari. E, dal 2016 a oggi sono nati più di 220 bambini. A spiegarlo è il dottor Vitali Pak, cardiochirurgo pediatrico all’Ospedale del Cuore Opa della Fondazione “Monasterio”.
Per queste mamme e i loro bimbi il ricovero è immediato o c'è una lista d'attesa?
«Per eventuali procedure invasive cardiologiche o per gli interventi cardiochirurgici a torace aperto, non si aspetta, perché riusciamo a programmare le procedure entro breve tempo. In genere meno di 1-2 settimane».
Nel 2016 lei ha partecipato con il dottor Bruno Murzi- primario di cardiochirurgia pediatrica dell'Opa- e la sua equipe, a un'operazione eccezionale, resa possibile da una tecnica innovativa: la simulazione su un cuore 3D, primo caso in Italia, frutto di un progetto multidisciplinare europeo. Come si è svolto l'intervento?
«Esistono i casi clinici particolarmente complessi per la morfologia del difetto cardiaco. Il modellino del cuore 3D aiuta l'equipe medica a decidere le indicazione dell'intervento, il tipo di correzione e la tecnica chirurgica. Una volta visionata l'anatomia intracardiaca del difetto al cuore si può simulare l'intervento e capire se è possibile effettuare la correzione definitiva o scegliere una riparazione palliativa. L'intervento in questione è andato molto bene: tutto quello che abbiamo visto su modello del cuore 3D è stato confermato in sala operatoria e si è potuta fare una correzione anatomica della cardiopatia, con buon esito clinico anche a distanza».
Da allora di interventi simili ce sono stati altri?
«Il progetto è andato avanti, sono stati effettuati interventi analoghi con buon risultato. E fra poco altri due bambini con cardiopatie congenite complesse, molto probabilmente saranno inseriti in questo progetto».
Sono in aumento gli interventi su bambini piccolissimi?
«Lo sviluppo delle conoscenze di gestione del neonato con cardiopatie congenite permette di effettuare interventi chirurgici in periodo neonatale con buon risultato clinico».
Entro quanti giorni dalla nascita è necessario intervenire?
«Per alcuni tipi di patologie cardiache su neonato è meglio intervenire nella prima settimana di vita, perché solo così si può ottenere un risultato chirurgico soddisfacente».
Quali sono le prospettive nel campo della cardiochirurgia infantile?
«Il nostro obiettivo è sempre l'ottenimento del buon risultato chirurgico, senza complicanze post operatorie e un percorso che inizia dal parto non finisce dopo un intervento sia pure eseguito benissimo, ma deve contare su un approccio multidisciplinare di tutta l'equipe medica e infermieristica. Le prospettive di questo settore della cardiochirurgia è il miglioramento dell'assistenza del neonato dal punto di vista anestesiologico, chirurgico e cure intensive. Una stretta collaborazione con tutto lo staff dell'ospedale che si occupa di questi piccoli pazienti, per migliorare la loro assistenza, non solo in ospedale, ma anche dopo la dimissione è un progetto importante da ottimizzare per il futuro». —
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