Bistrattato per l’odore dell’alito, l’aglio è il toccasana del corpo
Ha grandi proprietà antibatteriche e antibiotiche; il succo che si ottiene contrasta lo streptococco, salmonella e tifo. Utile per chi ha colesterolo e trigliceridi alti
Quell’odore d’aglio trasferito all’alito che non piace a tutti, nasconde potenti proprietà naturali antibatteriche, antibiotiche, contro i funghi patogeni e i parassiti. Diremmo che il gioco vale un profumo non sempre gradito, per ovviare al quale basterà masticare foglie di salvia fresca o chiodi di garofano. Così il pieno di sostanze amiche del nostro benessere e nemiche giurate di raffreddori e bronchiti è fatto. Non è un caso se in antichità i medici si munivano di una sorta di mascherine all’aglio contro il contagio e in guerra le ferite venivano cosparse di poltiglia d’aglio contro le infezioni.
«Ha azione antiaggregante, ipocolesterolemizzante, limita l’aumento dei trigliceridi, contiene sostanze come allicina, allina, allil e diallil-solfuro, quercetina, zinco e selenio - dice la nutrizionista Giusi D’Urso - sostanze detossificanti, ipotensive, che conducono alla morte le cellule danneggiate. Antinfiammatorie perché inducono l’inibizione del processo infiammatorio in malattie come l’artrite e la psoriasi. L’aglio ha inoltre spiccate proprietà antibatteriche e antibiotiche contro malattie infettive, da raffreddamento, da parassiti intestinali». L’allicina è un olio che si sprigiona quando schiacciamo lo spicchio ed è un vero toccasana. È stato dimostrato che il succo d’aglio blocca la crescita di batteri come lo streptococco, bacilli di salmonella e tifo. Però, è poco digeribile: per cui è bene non esagerare. Va introdotto in piccole quantità, meglio se crudo poiché con il calore perde le numerose sostanze benefiche. «Lo consiglio a chi ha problemi di colesterolo, trigliceridi, pressione alta. Attenzione invece ai bimbi in quanto il sapore piccante potrebbe scoraggiarne il consumo in seguito - avverte la nutrizionista - quindi è meglio iniziare con battuti leggeri o insaporendo le bruschette strusciandolo sopra il pane. In gravidanza e allattamento è bene ricorrervi con moderazione, per via della digestione. Sempre comunque consigliato anche a chi soffre di disbiosi intestinali, squilibrio della carica batterica, idem in gravidanza per educare già il feto attraverso il liquido amniotico al sapore e all’odore caratteristico. Meno indicato, soprattutto crudo, a chi soffre di digestione lenta e di reflusso». Nel piatto ha un sapore molto marcato, per cui ne basta veramente poco. Proprio per questo, è considerato un condimento più che un alimento. «Visto che è meglio crudo, chi ne gradisce sapore e piccantezza, può aggiungerlo al pinzimonio - conclude Giusi D’Urso - o in battuti crudi da accompagnare ai primi, ai secondi e agli antipasti. È buono anche nelle insalate e nei contorni o nei condimenti a base di pomodoro fresco».
Un bulbo ricco di potassio e nemico della pressione alta
Valori nutrizionali di 100 grammi di aglio (41 kcal).Potassio: 600 mg. Aiuta la contrazione muscolare, la regolazione dell’equilibrio dei fluidi, a mantenere la pressione nella norma affievolendo gli effetti del sodio. Fosforo: 63 mg. È importante per la salute di ossa e denti nonché nel processo di trasformazione del cibo in energia. Calcio: 14 mg. Si concentra nelle ossa e nei denti. Ferro: 1.5 mg. Componente essenziale dell’emoglobina (la proteina che trasporta l’ossigeno dai polmoni al resto del corpo) e della mioglobina (la proteina che rifornisce di ossigeno i muscoli), l’organismo lo richiede per produrre alcuni ormoni e il tessuto connettivo. Lo troviamo in: fegato, carne, pesce, legumi, cereali, frutta secca.
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