Il Tirreno

Toscana

emergenza pronto soccorso, rossi 

«Senza i neolaureati chiuderemmo i reparti»

M.N.

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firenze. «La verità è che la Toscana sta vivendo un’emergenza nei pronto soccorso che non è stata innescata per responsabilità sue, ma perché i governi che si sono susseguiti finora e le università non hanno fatto nulla per aumentare i posti nelle scuole di specializzazione. Così, mentre da una parte andavano in pensione i medici, dall’altra erano molti meno quelli più giovani e specializzati pronti a prendere il loro posto. Senza l’inserimento dei neolaureati non avremmo retto. Cosa avremmo dovuto fare, chiudere interi reparti?». Non ci sta Enrico Rossi alle critiche della Anaao Assomed. Il sindacato dei medici ospedalieri s’è detto contrario alla decisione del governatore dell’assessore Stefania Saccardi di reclutare medici dal mondo dell’università per supplire alle carenze di personale nei reparti di emergenza della regione. «La scelta della Toscana di reclutare giovani laureati senza specializzazione ci vede contrari vista la delicatezza del ruolo che un medico di pronto soccorso deve svolgere», ha dettoCarlo Palermo, segretario nazionale dell’Anaao. Sono 147 i medici che mancano nei pronto soccorso, 250 i candidati che hanno fatto domanda per la maxi selezione pubblica con cui entro giugno le Asl contano di inserire negli organici forze fresche. Ma Rossi annuncia: «Non ci fermeremo a questo. Ci impegneremo per pagare borse di studio aggiuntive in modo che aumentino i posti disponibili nelle varie scuole di specializzazione di Medicina, non solo per il settore della medicina di emergenza e urgenza». Fino all’anno scorso, erano 11 i posti disponibili nelle tre università toscane, più della metà finanziati dalla Regione. —

M.N.

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