Sicurezza
Fiamme nel vagone il fuoco è doloso «È stata una molotov»
La Polfer ha sentito un testimone che ha dato l’allarme Incerto il movente: forse una vendetta fra spacciatori
PISA. «Hanno lanciato una molotov contro un vagone del treno, è scoppiato un incendio». A dare l’allarme, quando mancavano pochi minuti alle 2, l’altra notte, è stata una guardia giurata durante un controllo di una proprietà privata. Pochi istanti dopo le fiamme erano già alte e stavano divorando il vagone in sosta nel deposito ferroviario di Campaldo, alla periferia di Pisa, verso Migliarino, a due passi dall’Aurelia. Un cimitero di treni dismessi, frequentato da spacciatori che nascondono la droga tra la vegetazione e anche lungo i vicini binari della ferrovia ma anche da persone senza fissa dimora. Gente che cerca tra le carrozze “fantasma”, tra sterpaglie e rifiuti, un riparo per la notte. Anche per questo, nel timore che la distruzione della fiamme avesse causato vittime, vigili del fuoco e agenti della Polfer di Pisa, una volta che l’incendio è stato spento, sono tornati più volte a ispezionare il vagone percorso dal fuoco in ogni sua parte.
La squadra dei vigili del fuoco inviata sull’emergenza, ha dovuto attendere circa un’ora prima di poter iniziare le operazioni di spegnimento in quanto per operare in sicurezza hanno dovuto attendere la disattivazione della linea elettrica della vicina ferrovia.
Il fuoco è doloso. E questo è il primo punto di partenza delle indagini. La Polfer ha sentito il testimone che ha dato l’allarme. Poco prima che scoppiasse l’incendio, la guardia giurata ha visto due persone che si muovevano vicino al vagone, poi ha sentito dei rumori e subito dopo si sono alzate le fiamme. L’impressione del testimone è che sia stata usata una bottiglia incendiaria per dare fuoco al vecchio treno. Ma la polizia che sta portando avanti le indagini, attende la relazione dei vigili del fuoco prima di arrivare a una conclusione. Sfugge il movente dell’atto doloso. Perché dare fuoco a un vecchio treno abbandonato? Chi ha causato il fuoco forse voleva cancellare il degrado della zona. Oppure si tratta di un atto che è collegato al mondo degli spacciatori. Difficile dirlo con certezza. Se nel treno abbandonato fosse entrato un barbone, allora si aprirebbero altri scenari. Inneschi non ne sono stati trovati e neppure tracce di bottiglie incendiarie. Le indagini faranno luce su quanto avvenuto nel deposito. –
Sabrina Chiellini
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