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Toscana

Pronto soccorso, mancano 147 medici: 250 giovani in corsa per sostituirli

Mario Neri
Pronto soccorso, mancano 147 medici: 250 giovani in corsa per sostituirli

A fine mese le Asl toscane recluteranno i neolaureati per evitare il caos in corsia. I sindacati: ma non li impieghino di notte 

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LIVORNO. Duecentocinquanta candidati per 147 posti in palio, cioè i medici che mancano ai pronto soccorso della Toscana. Tutti pronti a mettersi alla prova nelle corsie-frontiera per due anni di contratto di formazione-lavoro. Tanti sono i neolaureati in corsa per la selezione con cui la Regione proverà a risollevare il settore più in crisi della sanità, cioè i reparti di emergenza da anni a corto di organici e di efficienza per il blocco del turn over imposto dai governi. Le ultime pagelle pubblicate dal Mes del Sant’Anna di Pisa sono una fotografia impietosa: Cisanello, Careggi, Siena, i pronto soccorso della Toscana Nord Ovest tutti in affanno, sia sulle attese che sulla percentuale di pazienti che, sfiancati dai tempi lumaca, decidono di abbandonare l’ospedale.

Così, l’infornata dei neolaureati, prevista per la fine di giugno, è una delle soluzioni varate dalla Regione per scongiurare il caos, che Asl e policlinici universitari temono possa esplodere con il periodo di ferie. Eppure, l’infornata rischia di innescare una guerra fra camici bianchi, sindacati e Regione. Motivo? «La decisione di reclutare giovani laureati in un percorso di formazione-lavoro è positiva - dice Flavio Civitelli, segretario toscano di Anaao Assomed, il sindacato dei medici ospedalieri - Ma deve essere chiaro un concetto: chi vince quel posto non avrà accesso ad una scuola di specializzazione in medicina di emergenza e urgenza; farà 2 anni di affiancamento ai medici di pronto soccorso che poi potranno garantirgli l’abilitazione per diventare un medico del 118, uno dei dottori che prestano servizio sulle ambulanze o sulle auto mediche, non la speranza di restare in ospedale. Quindi vigileremo che non si verifichino abusi, non si creda di imbucarli nei turni di notte».

Insomma, l’idea di reclutare neolaureati (o laureati con meno di 35 anni) è una buona “toppa” per coprire un buco molto ampio, non la soluzione. Perché da anni i pronto soccorso toscani sembrano affrontare una specie di fatica di Sisifo: arrivano ad un passo dal rimettere in sesto gli organici e, proprio quando sembrano poter acciuffare l’obiettivo, sfugge di nuovo. L’ultimo concorso regionale è stato esemplare, un pezzo di sanità sotto scacco: 60 posti in palio per altrettanti medici specializzati in medicina d’urgenza, 50 conquistati da chi in corsia ci lavorava già, ma da precario.

«Per risolvere l’emergenza occorre che il ministero della Salute si decida a potenziare l’offerta di posti nelle scuole di specializzazione - dice Carlo Palermo, segretario nazionale di Anaoo - Con il numero di borse di studio finanziate attualmente abbiamo calcolato che di qui al 2025 l’Italia dovrà sopportare un deficit di personale nei pronto soccorso di 4.180 medici. In 7 anni saranno 5.652 i pensionamenti e appena 1.471 gli specialisti formati dalle università. Il decreto-Calabria appena approvato alla Camera aumenta le borse di studio per le scuole di specializzazione, ma non basta». Se il decreto passasse anche al Senato, saranno circa 300 a livello nazionale i posti banditi per diventare un esperto della “prima linea” rispetto ai 256 2018. Per la Toscana si tratterebbe di 1/2 posti in più. Una miseria, tanto che l’Anaoo stima che di qui al 2025 la Toscana sconterà un saldo negativo di 344 medici mancanti nei pronto soccorso. Insomma, anche volendo rinnovare il concorso per neolaureati nel 2022, ci ritroveremo con un deficit di circa 190 medici. «Piuttosto che i neolaureati - dice Palermo - dovremmo inviare gli specializzandi agli ultimi due anni, facendoli ruotare anche nei centri periferici». «Negli ospedali della Asl Toscana Nord ovest - dice Giuseppe Pepe, primario del pronto soccorso Versilia - mancano 43 medici, forse l’ospedale con maggiori necessità è Lucca, ma in media servono 6-7 medici per ogni centro. Sono state avanzate molte critiche al piano di reclutamento in formazione-lavoro dei neolaureati, ma chi entra guadagnerà come un medico convenzionato, circa 2000-2300 euro al mese, si farà un’esperienza importante, anche per poter poi provare ad entrare la scuola di specializzazione». —
 

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