Il Tirreno

Toscana

Una App per passeggiare tra i sentieri delle isole toscane

Guido Fiorini
Una App per passeggiare tra i sentieri delle isole toscane

Camminare nel parco dell’arcipelago toscano. Dall’Elba a Montecristo, quasi mille km geotracciati (a piedi) per l’app che ti guida durante le escursioni

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PORTOFERRAIO. “Alla rotonda, fra duecento metri, prendi la terza uscita”: chi ha un navigatore in macchina, o semplicemente sul cellulare, avrà sentito spesso la voce finto-donna che pronuncia questa frase. Ma “fra trenta passi gira a destra, poi scendi verso la spiaggia” è qualcosa di meno abituale.

Eppure, sulle isole del Parco Nazionale dell’Arcipelago, basta avere uno smartphone per orientarsi e pianificare percorsi da fare a piedi e, in molti casi, anche in mountain bike: al termine di un lavoro capillare di geotracciatura, infatti, tutti i sentieri di Isola d’Elba, Isola del Giglio, Capraia, Gorgona, Giannutri e pure di Montecristo, sono stati digitalizzati e trasferiti su una mappa elettronica. Un lavoro imponente, se si pensa che, per realizzarlo, i tecnici della ditta che ha vinto la gara bandita dal Parco dell’Arcipelago (la Nature Dynamics di Trento, con il marchio 4Land) hanno dovuto percorrere a piedi , e con gli strumenti in spalla, ogni km dei sentieri stessi, accompagnati da guide locali. E, solo all’Elba, i km di sentieri sono circa 450 e poco più della metà al Giglio: una scampagnata fuori porta di qualche mese.

«Il lavoro è stato imponente, ma il risultato è ottimo – spiega l’architetto Giovanni De Luca, responsabile dell’Ufficio tecnico del Parco dell’Arcipelago Toscano – e va ad aggiungersi a quanto già fatto per sostituire, su tutte le isole, la cartellonistica sui sentieri. Abbiamo adottato la simbologia ufficiale del Cai (Club Alpino Italiano) e messo in sicurezza tutti i percorsi. Solo all’Elba, alla fine, abbiamo censito circa 650 km di sentieri, che poi abbiamo “ripulito” a oltre 450, eliminando quelli doppi e scartandone alcuni. La ditta incaricata ha lavorato a lungo, insieme alle nostre guide, e ora tutte le isole sono state tracciate. Così sono state realizzate accurate carte classiche ma, soprattutto, carte digitali scaricabili sullo smartphone. Peraltro a pagare il canone annuo alla ditta stessa siamo noi, così l’utente finale può averle gratis».

Il risultato è che i sentieri delle isole dell’arcipelago sono percorribili con un navigatore sullo smartphone che, peraltro, funziona anche senza segnale internet.

«Il sistema è semplice e molto intuitivo e, volendo, anche se lo schermo del telefonino con il sole non è il massimo, può essere utilizzato anche con un supporto sul manubrio per chi va in mountain bike. L’app scaricabile gratuitamente fornisce il percorso in tempo reale, le distanze, i tempi stimati di percorrenza, le opzioni a ogni singolo incrocio. Impossibile perdersi, insomma, anche se la prudenza deve sempre guidare chi affronta una camminata lunga sui sentieri».

All’Elba la scelta è enorme: ci sono percorsi semplici e suggestivi, come il sentiero che da Marciana Marina va verso Sant’Andrea, sul versante nord-ovest, ce ne sono di più impegnativi, come quelli che si arrampicano verso il Monte Capanne e il Monte Perone, dai quali nelle giornate limpide lo sguardo spazia a distanze pazzesche, e ci sono aree, come quelle attorno al Monte Calamita, vicino a Capoliveri, che sono il paradiso degli amanti della mountain bike. Al Giglio da non perdere sono soprattutto i sentieri in altura, quelli che da Giglio Castello vanno verso punta del Capel Rosso, dai quali Montecristo pare quasi di toccarla.

Il risvolto della medaglia, almeno per il Parco, è che questa enorme selva di sentieri ha bisogno di manutenzione. Quasi continua, in primavera e in estate, quando la vegetazione cresce quasi a vista d’occhio. Peraltro in modo irregolare, a seconda del tipo di piante.

«La manutenzione è di nostra competenza – spiega ancora l’architetto De Luca - e quindi stiamo predisponendo una serie di bandi, piccoli perché vogliamo suddividere le zone, per farla gestire ad alcune ditte. Però non basta. Per questo abbiamo chiesto una collaborazione alle associazioni, chiedendo loro di “adottare” un sentiero o una zona. Ne abbiamo parlato il 15 aprile in un convegno all’Enfola (organizzato insieme a Cai e Legambiente, ndr) nel quale abbiamo avuto risposte eccezionali: in collaborazione gestiremo vari aspetti, dalla pulizia dei sentieri e lo smaltimento del materiale, agli aspetti autorizzativi e assicurativi, alla sicurezza, la proprietà e i pubblici passaggi, la valorizzazione della grande traversata elbana (un sentiero che attraversa gran parte dell’isola, ndr), la regolamentazione dei mezzi motorizzati, la segnaletica uniforme, la prevenzione incendi, i muretti a secco da proteggere e la valorizzazione culturale».

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