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il maltempo in toscana 

Ciliegie, maggio da dimenticare persi circa mille quintali

Ciliegie, maggio da dimenticare persi circa mille quintali

Ma a Lari, dove oggi, primo giugno, inizia la storica sagra, sarà comunque un’invasione rossa: «Lavoro raddoppiato, raccolto dimezzato, ma saremo in piazza con i frutti»

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LARI. La pioggia incensante caduta in queste settimane e, con particolare violenza, in questi ultimi giorni, sta mettendo in serio pericolo le colture toscane e la disponibilità di alcuni prodotti. Nei campi allagati, dove non si riesce a lavorare e i trattori affondano nel fango, si registrano già i primi danni. «Il maltempo non ci permette di effettuare i trapianti di pomodoro, melone e anguria. E questo, oltre a determinare un calo della produzione futura, impone fin da subito alle aziende agricole la perdita degli investimenti sostenuti per acquistare le piantine da mettere a dimora» spiega Antonio Tonioni, presidente della sezione Ortofrutta di Confagricoltura Toscana.

Le cose non vanno meglio sul fronte delle colture già avviate, in particolare quelle del settore frutta. «L'eccessiva umidità di questo periodo ha fatto prolificare gli afidi, che attaccano i germogli, e le malattie fungine, che “macchiano il prodotto” causando una perdita del suo valore sul mercato» prosegue Tonioni.

C'è un frutto che più di ogni altro in Toscana ha risentito del maltempo. È la ciliegia, coltura tra le più diffuse nella nostra regione. La varietà precoce, quella cioè che matura proprio in questo periodo, è stata fortemente danneggiata. «Le piogge hanno colpito i frutti staccandoli dalla pianta: abbiamo perso qualcosa come circa mille quintali di ciliegie. L'annata della varietà precoce è ormai compromessa» denuncia il presidente Tonioni.

Ma a Lari, dove sabato 1 giugno inizia la classica sagra, giunta alla 61ª edizione, pur avendo perso molta produzione, riempiranno comunque il paese con il dolce frutto rosso. I produttori stanno lavorando alacremente per “colorare” il paese.

«Pioggia e freddo ci hanno penalizzato molto – spiega Luca Zaupa, uno dei produttori più giovani della zona –. Soprattutto alcune “cultivar” caratteristiche, come la “marchiana” ne hanno risentito. Io ne ho perse il 60%. Siamo stati costretti a lavorare moltissimo, anche asciugando i frutti con i soffioni, ma purtroppo l’acqua ha fatto danni importanti. In ogni caso riusciremo a portare in paese la nostra produzione. per fortuna le elezioni ci hanno imposto di rinviare una settimana la sagra e questo è stato un bene, in fondo. E la prossima settimana arriveranno anche i duroni e le altre qualità, perché ora il sole le farà maturare». La sagra è in programma oggi e domani e poi da venerdì 7 a domenica 9 giugno.

Grossi problemi anche per la viticoltura. «In tutta la Toscana si registra un ritardo di circa tre settimane nello sviluppo delle infiorescenze delle viti. Ancora è presto per fare previsioni sulla prossima vendemmia, ma di certo viviamo un momento di grande difficoltà» precisa Francesco Colpizzi, presidente della sezione Vitivinicoltura di Confagricoltura Toscana.


 

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