Proteste
Un giovanissimo su dieci è consumatore abituale e si comincia sempre prima
Uno su dieci fra i giovanissimi italiani è consumatore abituale di sigarette. Quasi la metà ha fumato, ha provato a fumare o fuma ogni tanto e tra quelli abituali più della metà fuma anche cannabis. Questo ci dicono i dati di una ricerca del 2018 presentati dall’Ossfad del Centro Nazionale Dipendenza e Doping dell’Iss (Istituto Superiore di Sanità), secondo cui i ragazzi tra i 14 e i 17 anni – nonostante per legge sia proibito- accendono la prima sigaretta alle scuole secondarie di secondo grado e una piccola percentuale addirittura inizia a fumare alle scuole elementari (9-10 anni). I giovanissimi fumatori sono soprattutto maschi- anche se c'è un leggero aumento fra le ragazzine -, frequentano istituti professionali e licei artistici, hanno genitori con un livello di istruzione medio-basso e un rendimento scolastico mediocre o appena sufficiente. I fumatori abituali, inoltre, sono quelli che fanno meno sport e che bevono più energy drink. Il dato preoccupante fotografa anche un maggiore consumo di alcolici, fino a quattro consumazioni di birra e super alcolici a settimana e cresce a dismisura sul consumo di droghe: più della metà dei fumatori abituali (il 65,6%) ha fumato almeno una volta anche cannabis nell’ultimo anno rispetto al 2% dei non fumatori. L’indagine Iss-Doxa, realizzata su un campione nazionale di oltre 3.000 soggetti, ha confermato, una situazione di stallo, invece, nel numero totale dei fumatori: sono12,2 milioni, in leggero aumento rispetto al 2017 (11,7 milioni). Di contro aumenta invece il rispetto del divieto di fumo nei locali pubblici e nei luoghi di lavoro, anzi secondo l’indagine Passi (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia), derivati dal sistema di sorveglianza di popolazione condotta dalle Asl e coordinata dall’Iss, il rispetto a 15 anni dalla legge Sirchia è quasi totale.
«La situazione generale sulla prevalenza dei fumatori si è cristallizzata – ha detto però Roberta Pacifici, Direttore dell’Ossfad –. Segno evidente che non si vede alcuna inversione di tendenza, anzi si registra un lieve incremento nella popolazione maschile. Per questo abbiamo acceso i riflettori sui giovani che rappresentano il serbatoio di riserva del tabagismo». —
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