Gioco
Per buttar via la sigaretta servono i farmaci ma anche le motivazioni
Il centro è guidato da Laura Carrozzi e Francesco Pistelli «I primi tre mesi sono decisivi. E poi occhio alle ricadute»
PISA. Fra i vari Centri antifumo distribuiti in tutta Italia (l’elenco toscano si trova sul sito della Regione) a Pisa c’è uno dei punti di riferimento più attivi. È il Centro per lo studio ed il trattamento dell’abitudine al fumo di tabacco dell’Azienda ospedaliero-universitaria pisana, che ha come responsabili la dottoressa Laura Carrozzi e il dottor Francesco Pistelli e fa parte dell’Unità operativa di pneumologia e fisiopatologia respiratoria 1 universitaria, diretta dal professor Antonio Palla. «Nel nostro centro, così come accade in tutti i centri antifumo – afferma il dottor Pistelli – si cerca di favorire la cessazione del fumo di sigaretta con un programma di tipo medico-farmacologico, basato sulla prescrizione di sostituti della nicotina, assunti singolarmente o in varie associazioni, con un intervento di counselling cognitivo-comportamentale e motivazionale».
Partiamo dalle terapie farmacologiche: come aiutano i fumatori a fare a meno della sigaretta?
Non hanno uno scopo sintomatico sulla voglia di fumare e questo deve essere ben capito da chi si sottopone alla terapia. La cosa più semplice sarebbe quella di dire “prendo la compressa e smetto”, ma non è così.
Cosa prevede esattamente il percorso?
Prima di tutto il controllo dell’astinenza fisica con una parte farmacologica, e poi un impegno in strategie comportamentali, durante le quali il fumatore viene preparato ad affrontare la situazione e seguito nell’impegno di smettere di fumare, con metodi personalizzati, disegnati anche sulle abitudini personali, perché ogni caso è diverso dall’altro.
Sono previsti anche farmaci antifumo. Ma per quanto tempo si devono assumere?
In genere vengono prescritti nei primi tre mesi, perché dopo ha poco senso. Il grosso della terapia antifumo, infatti, si svolge in quel periodo.
I farmaci vengono passati dal Sistema sanitario nazionale?
No e questo è un punto dolente, perché chi li assume non ha diritto a rimborsi.
E le terapie?
Per quelle c’è un rimborso da parte della Regione toscana che permette di accedere ai servizi dei Centri antifumo sparsi in molte località, anche senza impegnativa. E questo per ciò che riguarda la prima valutazione. Mentre poi, per il percorso vero e proprio, le visite, otto, fanno parte di un pacchetto per le quali si paga il ticket secondo la fascia di reddito, così da completare tutto il percorso che prevede cinque incontri nei primi tre mesi e poi altre verifiche a distanza di sei mesi, fino a un anno dalla cessazione del fumo.
Ci sono dunque controlli a lungo termine?
Sì. E questo perché il problema più temuto è la ricaduta, che fa parte delle caratteristiche della dipendenza patologica da nicotina, una malattia cronica recidiva. A tale proposito bisogna agire sull’eccessiva sicurezza che acquisisce l’astinente fumatore. Una sicurezza che magari gli fa accendere una sigaretta ogni tanto pensando di non ricascarci.
E invece?
E invece basta che la sigaretta venga accesa, senza neppure aspirare, perché la nicotina sia in grado di raggiungere i recettori a livello cerebrale in dieci secondi. Non c’è nessun tipo di somministrazione della nicotina che possa riprodurre una tale velocità di assunzione e per questo bisogna seguire gli ex fumatori, non solo per aiutarli a smettere, ma anche per impedire loro di ricadere. –
Dopo l’ultima cicca i miglioramenti già nei primi giorni
Entro 20 minutio si normalizzano pressione arteriosa e battito cardiaco; o torna normale la temperatura di mani e piediEntro 8 oreo scende il livello di anidride carbonica e si normalizza il livello di ossigeno nel sangueEntro 24 oreo diminuisce il rischio di attacco cardiacoEntro 48 oreo iniziano a ricrescere le terminazioni nervose; o migliorano olfatto e gustoEntro 72 oreo si rilassano i bronchi, migliora il respiro; o aumenta la capacità polmonareDa 2 settimane a 3 mesio migliora la circolazioneDa 3 a 9 mesio diminuiscono affaticamento, respiro corto e tosseEntro 5 annio la mortalità da tumore polmonare scende da 137 per centomila persone a 72.Entro 10 annio le cellule precancerose vengono rimpiazzate; o diminuisce il rischio di altri tumori.Dopo 10 annio la mortalità da tumore polmonare scende a 12 per centomila che é la normalità.
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