Sicurezza
Pakistani in sciopero contro il padrone cinese che invoca Mattarella
IL CASO
Non si ferma la protesta dei lavoratori pakistani in sciopero davanti alla Tintoria Fada dell’imprenditore cinese “Franco” Yu Zhang. «Lavoriamo 12 ore e ce ne pagano 4». Yu Zhang non sente ragioni e mira alto: «Mi appello alle istituzioni - spiega indicando la bandiera italiana all'entrata - e al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Le ore in più non sono di lavoro ma per farsi la doccia, pregare, mangiare e riposarsi. Ho altri 20 dipendenti, tra italiani e cinesi, e sono tutti a lavorare». Tutto a un tratto si inginocchia davanti ai lavoratori e chiede di interrompere lo sciopero e riprendere a lavorare. Per tutta risposta parte un coro a senso unico "Ladro, ladro, scemo..."
Rapporti difficili alla Tintoria di via di Gello a Prato, zona San Giusto, che vanno avanti ormai fa giorni. Martedì scorso era intervenuta la polizia per il picchettaggio nel piazzale dell’azienda di una ventina di lavoratori pachistani che chiedevano condizioni di lavoro più eque, intervento concluso con tre contusi e otto otto manifestanti portati in questura. «Noi siamo stagionali assunti a 4 ore - spiegano i lavoratori pakistani - e lavoriamo 12 ore al giorno, sette giorni su sette e se ci ammaliamo, per più di un giorno, rischiamo di venire mandati via». Al fianco del gruppo dei lavoratori i sindacalisti del Si Cobas Luca Toscano e Sarah Caudiero, raggiunti tre giorni fa da un provvedimento insolito: il questore Alessio Cesareo ha notificato ai due sindacalisti un foglio di via obbligatorio per un anno in seguito alla loro partecipazione alle proteste dei lavoratori. «Qui ci troviamo di fronte a una situazione di lavoro grigio - spiega Toscano - Molti lavoratori di questa tintoria sono assunti con contratti a quattro ore, ma in realtà lavorano dalle 8 alle 12 ore al giorno, 7 giorni su 7, senza vedersi riconosciute le ferie e il diritto alla malattia. La situazione è molto simile a quella che ha riguardato la confinante tintoria "DL", anche questa gestita da un imprenditore orientale». Poche settimane fa, dopo 16 giorni di sciopero, la vertenza è stata chiusa positivamente con un accordo che prevede la regolarizzazione dei lavoratori impiegati a nero e l’applicazione del contratto nazionale. A dicembre 2018 un altro picchettaggio per i lavoratori del Panificio Toscano.
Intanto all'interno della Tintoria Fada le pezze sono pronte per essere trattate, ma non ci sono mani per portarle ai macchinari. La contestazione è solo all'inizio.
Vezio Trifoni
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google