Sicurezza
Fumo, il killer che toglie sette anni di vita: i benefici immediati dopo l'ultima "cicca"
In Italia ogni anno muoiono 80mila persone per patologie legate al tabacco. E la nicotina è una droga che dà dipendenza Francesco Pistelli (dipartimento Pneumologia di Pisa): «Chi smette in tre anni riduce il rischio di malattie cardiovascolari»
Secondo il Ministero della salute in Italia ogni anno muoiono per il fumo più di 80.000 persone e l'Istituto superiore di sanità indica le sigarette come responsabile di un terzo delle morti per cancro. Questi i dati allarmanti della Giornata Mondiale senza tabacco, promossa dall'Organizzazione Mondiale della Sanità dal 1987 e celebrata ogni anno il 31 maggio, per richiamare l’attenzione sull’epidemia da tabacco, stimolando i Governi ad intraprendere concrete iniziative per contrastare il tabagismo e informando la popolazione sui danni concreti che questo comporta.
Per far chiarezza sull'argomento, complicato, dibattuto ma non ancora risolto, ecco una guida preparata con il dottor Francesco Pistelli dell'unità operativa Pneumologia, Dipartimento Cardio Toraco Vascolare – Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana, referente del “Centro per lo Studio ed il Trattamento del Tabagismo”.
Quante sono le patologie attribuite al tabacco?
Esistono ben 28 malattie causate dal fumo, Non è un problema di associazione ma una dimostrazione scientifica di causa. Fra queste tutte le malattie oncologiche più quelle croniche e le cardiovascolari.
Cos'è Il monossido di carbonio?
È un gas prodotto dalla combustione e noi a chi fuma lo misuriamo regolarmente con il seguente risultato: una persona che fuma ed è esposta all'inquinamento atmosferico ha dei valori molto più alti di chi non fuma. Anche dieci volte di più secondo il numero di sigarette inalate.
Quando si smette di fumare cosa succede?
Nel giro di tre giorni si ha una normalizzazione dei valori aumentando l'ossigenazione del sangue ridotta dal monossido di carbonio, tanto che chi smette quasi sempre acquisisce maggiore resistenza fisica, tolleranza allo sforzo. E molto spesso fumatori che praticano sport dopo lo stop alle sigarette riferiscono prestazioni nettamente superiori.
Quanti anni impiegano i polmoni di un fumatore che ha smesso a ripulirsi?
La disintossicazione varia secondo la patologia o il disturbo preso in considerazione. Nel giro di 3 anni, per esempio, il problema legato a patologie cardiovascolari tende a rientrare, mentre per un rischio legato allo sviluppo di un tumore al polmone si arriva anche fino a dieci anni.
Quanto è legato il fumo all'aspettativa di vita?
Gli studi scientifici dicono che un fumatore rispetto a un non fumatore vive in media circa 7 anni in meno, poiché aumenta la probabilità di sviluppare malattie importanti che ne riducono la sopravvivenza. Smettendo di fumare entro i 30/35 anni però, si riduce drasticamente il rischio in termini di ridotta sopravvivenza. E questo è un messaggio importante per i giovani che dovrebbero smettere prima possibile.
Sigarette light. Non fanno male?
Oggi non c'è più scritto sui pacchetti di sigarette la parola “light” proprio perché altrimenti verrebbe dato un messaggio fuorviante. Gli studi infatti dimostrano che non c'è nessuna differenza tra le sigarette light e le cosiddette “ normali”.
E quelle elettroniche?
L'industria del tabacco le sta proponendo come prodotto a rischio minimo, ma la cosa è ancora tutta da dimostrare a livello scientifico, e definire le sigarette elettroniche prodotti sicuri è sicuramente azzardato.
La nicotina è una droga?
Il meccanismo con cui la nicotina produce dipendenza patologica è esattamente simile a quello di eroina e cocaina.
Viene metabolizzata dal fegato?
Sì e molto rapidamente. Un fumatore che dorme di notte 7-8 ore, quando si sveglia ha zero nicotina disponibile e quanto prima necessita di integrarla, tanto più ne è dipendente. C'è chi racconta che appena sveglio deve accendere la sigaretta e chi invece lo può fare dopo un'ora, perciò ogni caso è diverso e va seguito da solo.
Chi smette di fumare ingrassa?
L'aumento dell'appetito è uno dei sintomi dell'astinenza da nicotina. Se si smette di fumare nel giro di poche ore si va in astinenza. Fra i sintomi da astinenza c'è irrequietezza, difficoltà di concentrazione, aumento della frequenza cardiaca, ma anche la voglia di mangiare e, mentre la gran parte degli altri sintomi rientrano nel giro di poco tempo (un mese e mezzo o due dall'ultima sigaretta fumata), l'aspetto legato all'aumento dell'appetito può andare avanti per molto tempo, con conseguente aumento di peso.
Qual è il numero massimo di sigarette che si possono fumare senza rischi?
Zero. Alcuni studi, infatti, hanno dimostrato che anche una sigaretta al giorno fa male. Più si fuma e più aumenta il rischio, ma non c'è mai una soglia di non rischio e questo avviene anche con pipa e sigaro, poiché si tratta sempre di tabacco che brucia e ci sono studi su fumatori esclusivi di sigaro che dimostrano malattie correlate.
Quali sono gli effetti del fumo passivo nei bambini?
I bambini esposti al fumo passivo soffrono con maggior frequenza di otiti, attacchi d’asma, tosse e altri problemi respiratori. L’esposizione al fumo subito prima e dopo la nascita è correlata anche a problemi di sviluppo nel feto e a un rischio aumentato di morte improvvisa nei lattanti ( la tanto temuta “morte in culla”).
E nell'adulto?
L'esposizione è caratterizzata da un effetto dose-risposta. Più è intensa e prolungata, maggiori sono le conseguenze derivate dalla nocività.
DOPO L'ULTIMA CICCA...
Entro 20 minuti
• si normalizzano pressione arteriosa e battito cardiaco; • torna normale la temperatura di mani e piedi
Entro 8 ore
• scende il livello di anidride carbonica e si normalizza il livello di ossigeno nel sangue
Entro 24 ore
• diminuisce il rischio di attacco cardiaco
Entro 48 ore
• iniziano a ricrescere le terminazioni nervose; • migliorano olfatto e gusto
Entro 72 ore
• si rilassano i bronchi, migliora il respiro; • aumenta la capacità polmonare
Da 2 settimane a 3 mesi
• migliora la circolazione
Da 3 a 9 mesi
• diminuiscono affaticamento, respiro corto e tosse
Entro 5 anni
• la mortalità da tumore polmonare scende da 137 per centomila persone a 72.
Entro 10 anni
• le cellule precancerose vengono rimpiazzate; • diminuisce il rischio di altri tumori.
Dopo 10 anni
• la mortalità da tumore polmonare scende a 12 per centomila che é la normalità.
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