Gioco
Sul Mortirolo, prova di forza di Nibali. Vince Ciccone
Roglic cede. Carapaz resta in rosa. In classifica generale chi ci rimette è Roglic, che ha perso terreno dagli altri big. Domani la Commezzadura (Val di Sole)-Anterselva di 181 chilometri
Ha spianato il Mortirolo e realizzato un sogno lungo tre anni, da quando vinse a Sestola (unico acuto al Giro d'Italia). Giulio Ciccone è anche l'uomo del giorno che viene dal freddo. Infatti, resiste alle temperature glaciali del Giro d'Italia meno primaverile della storia, batte il ceco Hirt allo sprint ed esulta con tutta la forza che gli resta.
Un'impresa, confezionata con la maglia azzurra di miglior scalatore addosso (chi potrà sfilargliela, a questo punto?) e con la consapevolezza di avere disputato una corsa strepitosa.
"Da tre anni provavo a vincere, per un motivo o per un altro non ci riuscivo: mi ero lanciato in tanti attacchi, ma senza successo. Che dire? Sono contentissimo. In cima al Mortirolo non sono riuscito a mettermi la mantellina, nella discesa ero intirizzito". Giulio Ciccone ha tremato più per il freddo che per la gioia di avere conquistato il tappone con il Mortirolo, sul quale è transitato per primo. L'abruzzese ha battuto allo sprint il ceco Hirt. "So di avere portato a termine una grande impresa. Scalare per primo una montagna mitica non è da poco", aggiunge.
La maglia rosa è sempre più salda sulle spalle di Richard Carapaz. L'ecuadoriano è riuscito, sfruttando anche l'azione di Vincenzo Nibali, a staccare Roglic di 1'23" (2'09" nella generale, ndr). "E' stata una tappa difficile - ammette -, ma non immaginavo di trovarmi in una posizione così vantaggiosa a questo punto. La 'mia' squadra è forte e si è dimostrata all'altezza. Quando Nibali è partito abbiamo badato a controllare. Nel gruppo dei migliori eravamo in maggioranza e non abbiamo mai perso il controllo. Avere staccato Roglic è importante".
"A quel punto era giusto procedere assieme e collaborare, in modo da guadagnare su Roglic. Come si recupera quell'1'47" su Carapaz? Non lo so. Sarà davvero complicato, perché ha dimostrato di essere molto forte. Sono contento per quello che ho guadagnato su Roglic, l'annullamento del Gavia probabilmente ci ha tolto qualcosa d'importante", aggiunge Vincenzo Nibali.
"E' stata una giornata molto dura, fredda, soprattutto nel finale - sottolinea lo 'Squalo' -. Sapevo che ci sarebbe stata pioggia e infatti mi ero portato dietro la mantellina. Quello che abbiamo cercato di fare attaccando è stato positivo, perché ci ha permesso di guadagnare sullo sloveno. Adesso dovrò inventarmi qualcosa per battere Carapaz, anche se non è semplice. Lui è in gamba, forte e pronto per questo Giro d'Italia".
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