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Un sito falso, un pratese e la pista estone: ecco l'intrigo per screditare la candidata cinese
"Faccio interrompere le ispezioni nelle aziende": ma era una bufala. L'autore del falso sito è il figlio di un'aspirante consigliera candidata a Prato a sostegno di Marilena Garnier
PRATO. A Prato è una piovigginosa domenica, l’ultima prima del voto per Comunali e Europee. E’ il 19 maggio. C’è una società con sede a Tallinn che registra un dominio internet: l’indirizzo è www.teresalin.it. La “Meiest Ou” è una società estone che fa capo al pratese Stefano Mei, giovane esperto di comunicazione digitale. Un semplice click: alle 12.56 il dominio è registrato. Sembra l’incipit di una spy story internazionale sulle rive del Bisenzio. E invece è il colpo di coda di una campagna elettorale che viene inquinata dalle bufale della rete. Sì perché “teresalin.it” corrisponde in realtà a un sito falso, tanto che mercoledì pomeriggio è stato oscurato dalla polizia postale. Peccato che nelle ore precedenti avesse già fatto il giro dei social, nel tentativo di influenzare e disorientare un certo tipo di elettorato.
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NOTIZIE FALSE
Il sito “incriminato” si articolava in una sfilza di ideogrammi incorniciati dal logo della lista civica a sostegno del candidato sindaco Matteo Biffoni (centrosinistra): protagonista Teresa Lin, giovane candidata al consiglio comunale di Prato. La ragazza di origine cinese è nata a Firenze 24 anni fa e ha deciso di scendere in campo a sostegno di Biffoni. Già alcuni elementi potevano far insospettire: innanzitutto, quel sito non era bilingue. Difficile anche pensare che Teresa Lin, per entrare in Comune, potesse cercare solo le preferenze dei connazionali, dato che secondo l’ufficio statistica del Comune, gli elettori di origine cinese non arrivano a 400. «Con Biffoni potremmo interrompere le ispezioni a sorpresa nelle aziende». Firmato Teresa Lin. Era tutto falso: il messaggio, la promessa, il sito. Così, mentre sulla stampa nazionale ed estera si tira in ballo la Russia sui tentativi di pilotare a colpi di disinformazione digitale le Europee, il flusso di fake news irrompe anche nelle amministrative di Prato. La Russia in questo caso non c’entra. Ma l’Estonia sì. Tramite il sito “Whois”, che permette di visualizzare le anagrafiche dei domini web, Il Tirreno è riuscito a risalire a chi ha registrato il sito falso intestato a Teresa Lin: una società di servizi digitali, la “Meiest Ou” di Stefano Mei con sede a Tallinn, com’è rilevabile dal Registro Europeo delle imprese. Ma chi è Stefano Mei?
I RETROSCENA
Su Whois risulta un contatto telefonico riferito alla “Meiest Ou”, che coincide con il recapito della “My Long Group”, società con sede a Prato che si occupa sempre di servizi digitali e di cui Mei è socio di minoranza. L’amministratore unico risulta essere un giovane cinese. Il Tirreno ha provato a contattare Mei al numero della “Meiest” e della “My Long” ma senza successo: ieri il telefono risultava spento o staccato. Stefano Mei è figlio di Antonella Logli, imprenditrice 59enne in corsa per il consiglio comunale con una delle due liste che sostengono la candidata sindaco Marilena Garnier (consigliera uscente eletta nel 2014 a supporto di Biffoni, ora sua sfidante). Dopo aver provato a contattare senza esito Logli attraverso Facebook, Il Tirreno ha rintracciato Garnier ieri pomeriggio, mettendola a conoscenza della sequenza di avvenimenti. «Non so nulla, apprendo la notizia in questo momento – risponde la candidata - E anche se fosse, non ho capito cosa c’entro io. Devo vedere atti ufficiali e capire». Era stata Garnier del resto tra i primi a segnalare ai giornali l’esistenza del sito e a chiedere il ritiro della candidatura di Teresa Lin, salvo poi fare marcia indietro e parlare di «emeriti cretini che si divertono ad alimentare il caos elettorale».
L’INDAGINE
Mercoledì mattina Teresa Lin sporge denuncia in questura dissociandosi subito dal messaggio del sito fake. Ci va accompagnata dal consigliere regionale del Pd Nicola Ciolini. «Testi scritti in cinese dai cui contenuti mi dissocio profondamente – tuona Lin - frutto di persone che evidentemente intendono ledere la mia immagine e quella del sindaco Biffoni». Ieri mattina la procura di Prato fa sapere di aver aperto un fascicolo contro ignoti: indagini affidate alla polizia postale. S’ipotizza il reato di diffamazione a mezzo stampa
LE REAZIONI
Se per Biffoni, «Prato non merita colpi così bassi», il suo avversario di centrodestra Daniele Spada si affretta a respingere ogni insinuazione. «Diffidiamo chiunque dall’affermare che dietro la vicenda del sito teresalin.it ci sarebbero soggetti a noi riconducibili».
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