Effetti della pazza primavera crolla la produzione di miele
In certe zone della Toscana un calo del 70%. Dopo l’allarme di Coldiretti la Regione chiama gli apicoltori che chiedono interventi di sostegno
FIRENZE. Questa primavera un po’ pazza ha messo in crisi anche le api. La pioggia e il freddo di queste settimane le fa restare nelle arnie durante la fioritura impedendole di portare il polline da una pianta all’altra. Il risultato è un calo della produzione di miele che arriva in qualche zona al 70%. Dopo l’allarme lanciato dalla Coldiretti sugli effetti del maltempo, ora è la Regione a prendere l’iniziativa annunciando un incontro a breve con gli apicoltori toscani per fare il punto sull'emergenza causata al settore dai cambiamenti climatici. Lo annuncia l'assessore regionale all'agricoltura Marco Remaschi.
Il recente andamento climatico, con la siccità a marzo e il maltempo a aprile e maggio sta colpendo pesantemente l'apicoltura e la produzione di miele in quanto sono venute a mancare molte fioriture. Le associazioni apistiche valutano a livello nazionale la perdita delle produzioni di miele primaverili tra il 50 e il 70%. Le associazioni apistiche toscane hanno scritto all'assessore Remaschi chiedendo alla Regione di intervenire con misure di sostegno.
Oltre a un incontro, l'assessore toscano sta valutando, in considerazione della portata del fenomeno che coinvolge l'intero territorio nazionale, di investire del problema la conferenza Stato-Regioni al fine anche di valutare possibili interventi normativi in materia, a partire dalla legislazione vigente sulle calamità naturali.
In base all'anagrafe apistica nazionale, nel 2018 in Toscana risultano 11.309 apiari aperti con 93.397 alveari e 5.317 allevatori. La Toscana è quinta a livello nazionale per gli apiari e quarta per numero di apicoltori. La produzione 2018 di miele a livello toscano è stata stimata in circa 3 mila tonnellate.
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