Il Tirreno

Toscana

Usare giusti parametri per valutare la sanità

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Gentile Direttore,

in merito all’articolo comparso il 21 maggio sul Suo giornale mi preme sottolineare alcune considerazioni sulla lettura dei dati sulla sanità pubblicati da Il Sole 24 ore.

La prima considerazione riguarda l’apparente mancata conoscenza dei sistemi di valutazione, in tema di organizzazione dei servizi sanitari, accreditati a livello nazionale. Fra questi l’Agenas e il sistema di valutazione dei sistemi sanitari regionali messo a punto dal MES del Sant’Anna di Pisa. Sono queste agenzie che rappresentano il punto di riferimento incontestabile per chi voglia analizzare lo stato di salute dei servizi sanitari.

Proprio per questo è difficile capire la logica di costruzione e le finalità della classifica presentata dal Sole 24 ore su 12 indicatori, gran parte dei quali di dubbia interpretazione soprattutto a livello provinciale.

La scelta del livello di analisi città-provincia riporta indietro l’orologio dell’organizzazione sanitaria a molti anni fa, quando il numero di Usl coincideva di solito con le province, dove ancora non esistevano reti ospedaliere integrate, la programmazione dei posti letto non era allineata alla diversa missione degli ospedali e quando non esisteva una normativa programmatoria di riferimento di livello nazionale.

Se infatti nel punteggio presentato dall’indagine pesano alcuni indicatori come la dotazione di posti letto per mille abitanti, si deve ricordare che questa valutazione è problematica per almeno due motivi: 1) attribuire a Isernia il 1° posto per la ricettività ospedaliera con 6,5 posti letto per 1.000 abitanti è in contrasto con le indicazioni della programmazione sanitaria nazionale (decreto ministeriale 70 del 2015) in cui si prevede uno standard di posti letto non superiore a 3,7 per 1.000 abitanti. 2) il numero di posti letto è da valutare a livello regionale e non provinciale e le strutture ospedaliere più grandi, come Careggi a Firenze, non servono solo i residenti della provincia.

Altro indicatore utilizzato è quello relativo alla mobilità passiva dei cittadini (le fughe verso altre Asl). Se può avere un senso l’utilizzo di questo indicatore come qualità del servizio offerto e/o accesso a livello regionale (per le regioni di medio-grandi dimensioni) a livello provinciale la fuga potrebbe essere frutto di una scelta del sistema sanitario per garantire una migliore offerta e qualità del servizio. Infatti per alcune prestazioni, come l’intervento chirurgico per il tumore alla mammella, è bene che sia fatto in strutture ospedaliere con casistica elevata: pertanto in zone periferiche la “fuga” per questo tipo di prestazioni è segnale di qualità e buona organizzazione. In altri casi, come le regioni più piccole, possono avvalersi dell’offerta erogata da altre strutture ospedaliere della regione o di altre regioni in modo concordato. Infine per province di confine la mobilità passiva è fisiologica.

Anche il ricorso ai dati sulla copertura per mille abitanti di alcuni specialisti (indicatore generalmente per il confronto fra nazioni) deve essere interpretato con cautela. Ad esempio il rapporto medici o pediatri per abitante misura la disponibilità di un servizio che presenta e sempre più presenterà problemi di reclutamento su tutto il territorio nazionale, dato che risente delle caratteristiche geomorfologiche del territorio. Nuoro è la provincia meno densamente abitata non in pianura, perciò necessita di un numero di medici di base superiore alla media: considerarla come riferimento senza aggiustare il dato per caratteristiche geomorfologiche può indurre a conclusioni non eque.

Anche da queste poche considerazioni si può capire come la presentazione di certi dati possa essere fuorviante per trarre giudizi conclusivi sullo stato di salute della sanità e come invece convenga utilizzare le fonti sicure e condivise, riconosciute dalla comunità scientifica di riferimento anche a livello internazionale come Agenas e Mes.

* Direttore della Direzione diritti di cittadinanza e coesione sociale Regione Toscana



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