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Fibroma, l'utero colpito dal tumore beningno non si asporta più

Maria Antonietta Schiavina
Fibroma, l'utero colpito dal tumore beningno non si asporta più

In Toscana il centro di chirurgia non invasiva d'eccellenza. La patologia si manifesta in prevalenza nelle donne fertili. Malattia dalle cause ancora per lo più sconosciute, colpisce soprattutto le donne fra 30 e 40 anni, scompare con la menopausa e di rado diventa maligno

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LIVORNO. In Italia sono circa 3 milioni le donne affette da fibroma uterino, uno dei tumori benigni tra i più diffusi che colpisce il 15 % delle donne in età fertile, in particolare dopo i 35 anni e spesso crea una serie di angosce dovute alla mancanza di giusta informazione e ai falsi miti, come quello di non riuscire più ad avere figli, perché il fibroma comporta sempre l'asportazione dell'utero. Si tratta di una “presenza” da non demonizzare ma neppure sottovalutare, anche se nella maggior parte dei casi insorge senza sintomi e di conseguenza ha una diagnosi ritardata. Le domande e i dubbi delle donne sono moltissimi. Perciò ecco una guida, preparata con il dottor Stefano Calzolari, ginecologo, responsabile del Centro regionale di isteroscopia ( Ospedale Palagi e Santa Maria Nuova a Firenze) eccellenza toscana e italiana per la cura delle patologie dell'apparato genitale femminile.

Cos'è un fibroma uterino
È un tumore benigno del tessuto connettivale che colpisce quasi sempre nella fascia d’età pre-menopausa, ma il disturbo può insorgere in età fertile.

Quali sono le cause?
Le cause del fibroma sono abbastanza sconosciute. Sicuramente c'è una familiarità. Inoltre il fibroma è ormone-dipendenti: è una patologia che si sviluppa nel periodo funzionale della donna: l'età focale è tra i 30 e i 40 anni mentre in menopausa scompare.

Come si manifesta?
I sintomi possono essere diversi in base al tipo, alle dimensioni e alla collocazione del fibroma. Tra quelli più comuni c’è l’alterazione del ciclo mestruale, in particolare cicli più prolungati, più ravvicinati, associati a perdite di sangue anche abbondanti o tra un ciclo e l’altro, che possono causare anemia da carenza di ferro. L'aspetto negativo è l'emorragia che può insorgere e richiede l'intervento immediato.

Come viene fatta la diagnosi?
La prima azione, in presenza di sintomi, è di rivolgersi al proprio ginecologo. Grazie a esami di tipo strumentale come l’ecografia trans-vaginale e l’isteroscopia diagnostica, il fibroma, che normalmente ha una crescita lenta, può essere visto e tenuto sotto controllo.

Come si cura?
Ci sono tante varianti. Il fibroma che dà emorragia va trattato chirurgicamente. In caso contrario si può tenere in osservazione. Solo i fibromi sintomatici vengono trattati e la terapia deve essere sempre personalizzata in base a fattori clinici e alle aspettative della paziente. Più spesso si tiene sotto osservazione, riservando alla chirurgia i casi particolari o quelli in cui vi è una mancata risposta all’intervento farmacologico.

Come mai in menopausa il fibroma tende a ridursi?
Perché la sua crescita è strettamente collegata alla produzione di estrogeni (ormoni sessuali femminili) che in menopausa viene a mancare.

Quali sono le situazioni di vita quotidiana su cui il fibroma ha più impatto negativo?
I fibromi possono compromettere lo studio, il lavoro, lo sport, la normale vita di tutti i giorni. I bassi livelli di energia causati dall’anemia da carenza di ferro si ripercuotono infatti su tutte le attività quotidiane, riducendo le capacità di attenzione, concentrazione e memoria e favorendo una condizione di stanchezza cronica.

Anche la minzione può diventare più frequente?
Sì. A causa della compressione dell’utero ingrossato sulla vescica e può obbligare la donna anche ad alzarsi più volte di notte per urinare.

Quanto possono diventare grandi i fibromi?
Possono presentare dimensioni variabili, da quelle di una moneta fino a quelle di un melone. E le formazioni possono presentare un unico fibroma dominante o un raggruppamento di fibromi più piccoli.

I fibromi possono trasformarsi in un tumore?
Si tratta quasi sempre di formazioni benigne e la probabilità che mutino in maligne è molto bassa, anche se in ogni caso il fibroma va tenuto sotto controllo, soprattutto per l'aumento di volume. —


 

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