Sicurezza
Bus nella scarpata, il testimone: "È stato terribile, c'erano persone schiacciate dal mezzo"
La testimonianza di un uomo che viaggiava sull'auto dietro all'autobus. "Andava piano, ma in un attimo è finito di sotto"
SIENA. «Il pullman era davanti a me. Io andavo piano, sugli 80 chilometri orari ma anche lui andava piano, alla mia stessa velocità. In una frazione di secondo, l'autobus ha fatto un movimento strano come se l’autista non se ne fosse nemmeno reso conto. Prima ha preso il pilone di acciaio e l’ha sradicato, poi la barriera l’ha trattenuto sulla strada e alla fine è volato di sotto nella scarpata».
Antonino ha ancora quei momenti drammatici negli occhi che spalanca, appoggiato allo sportello della sua auto come per sorreggersi e a stento riesce a credere a quello che ha vissuto. Con il figlio Gaetano è il testimone oculare dello spaventoso incidente. Il pullman viaggiava davanti a loro, ad un tratto la sbandata e il volo nella scarpata. «Ho fermato l’auto e con mio figlio e due boscaioli – racconta Antonino – siamo scesi giù, abbiamo rotto i vetri del bus e abbiamo iniziato a far uscire le persone. Scendendo abbiamo visto tre persone schiacciate sotto l’autobus: che una di queste persone fosse morta ce ne siamo resi conto subito». Antonino è stato il primo a soccorrere anche l’autista del bus. «L’ho sentito bisbigliare che stava abbassando il volume della radio. È stato un attimo brevissimo, una distrazione fatale, che l’ha portato fuori strada. L’autobus gli è andato via dalle mani, lui non si è reso conto. Io l’ho fatto distendere, gli ho offerto una sigaretta. Era terrorizzato».
Antonino e Gaetano hanno portato i primi soccorsi ai feriti e si sono trovati davanti agli occhi una scena apocalittica. “I boscaioli sono stati molto bravi a tagliare gli alberi e anche l’autista si è prodigato molto. C’è chi aveva un occhio gonfio, chi il braccio ferito, chi perdeva sangue. Nei loro volti c’era terrore, hanno visto la morte con gli occhi. La gente si aggrappava a noi come se fossimo angeli ma non eravamo angeli ma solo persone che in quel momento davano aiuto. È umano, fermare la macchina e scendere a vedere cosa era successo. Chiunque l’avrebbe fatto».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
