Il dolore
Incinta morì in ospedale 3 dottoresse a processo
La puerpera fu dimessa e poi ricoverata per una settimana ma nessuno mai le diagnosticò l’occlusione intestinale
empoli. Un errore diagnostico che poteva essere evitato. Un ricovero e la cura per “iperemesi gravidica” (eccesso di vomito da gravidanza) invece che per occlusione intestinale. Il gip di Firenze Fabio Frangini rinvia a giudizio tre dottoresse del reparto di ostetricia e ginecologia dell'ospedale San Giuseppe di Empoli con l'accusa di omicidio colposo per la morte di Barbara Squillace, 42enne deceduta il 19 luglio 2018 mentre si trovava ricoverata alla quarta settimana di gravidanza.
A rispondere dell’accusa, in tribunale a Firenze (la prima udienza è fissata per il 7 novembre) sono le dottoresse Ippolita D'Amato Scherbatoff, Barbara Bianchi e Giusy Simona Amarù, che nel luglio del 2018 - all'epoca del decesso della puerpera - erano in servizio nel reparto di ginecologia.
Secondo le indagini coordinate dalla pm Ester Nocera, la donna sarebbe deceduta a seguito di un'occlusione intestinale non diagnosticata da chi l’aveva in cura che la trattava per iperemesi gravidica. Per il pm le tre dottoresse che la seguirono durante il periodo di ricovero avrebbero sbagliato diagnosi nonostante i sintomi manifestati dalla paziente, inoltre la donna non sarebbe mai stata sottoposta alla valutazione di un chirurgo che avrebbe potuto effettuare la diagnosi corretta e salvarle la vita. Secondo la ricostruzione della Procura, Barbara Squillace arrivò in pronto soccorso il 10 luglio 2018, lamentando forti dolori addominali. Fu rimandata a casa e poi ricoverata il 13 luglio per l’aggravarsi delle sue condizioni. La morte, apparentemente improvvisa e inspiegabile, dopo una settimana di ricovero durante la quale, secondo la procura, le tre dottoresse avrebbero sbagliato la diagnosi, nonostante i sintomi da lei lamentati. —
M.L.
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