Sicurezza
Diretto a Cagliari, lo imbarcano sul volo per Bari
L’aeroporto colabrodo di Pisa e i controlli inefficaci al gate
La storia
La scena è stata surreale: «Scusi, perché stiamo atterrando a Bari?»; «Perché questo è il volo per l’aeroporto Karol Wojtyla»; «Come! E perché mi trovo qui se sono diretto in Sardegna?»; «Perché ha sbagliato gate». Una risposta che il passeggero, per sbaglio, del volo Pisa-Bari di lunedì sera non ha accettato nel migliore dei modi. Urla, insulti in dialetto sardo e una buona dose di rabbia per essersi ritrovato in una di quelle situazioni che appaiano impossibili: aver preso un aereo al posto di un altro. Mamma ha sbagliato l’aereo.
Lui era certo di essere in volo da Pisa a Cagliari. Ma si è ritrovato a Bari. Certo una buona dose di colpa è sua, ma quanto accaduto pone una serie di dubbi sulla qualità dei controlli all’aeroporto di Pisa da parte di Ryanair. La compagna aerea low cost ha annunciato un’indagine interna, ma il fatto in se resta incomprensibile. Come è stato possibile che un passeggero, seppur sbadato, abbia superato due controlli: quello all’imbarco e quello all’interno del velivolo?
I voli Ryanair da Pisa a Bari e Cagliari partono quasi in contemporanea. Quello per Bari è programmato per le 20, quello per la Sardegna 20 minuti più tardi. Ma i tempi stretti tra un volo e un altro non riescono a giustificare come sia possibile che il passeggero, un sardo che tornava d’urgenza nell’isola per salutare un amico gravemente malato, sia finito in Puglia. Fatto sta che l’uomo si è accomodato nell’aereo senza che nessuno gli dicesse nulla. E a un posto che, per coincidenza, neppure era occupato.
Forse a riprova della sua buonafede o della sua sbadataggine, si è accorto di volare verso Bari solo quando l’aereo ha cominciato la fase di atterraggio. L’annuncio «Stiamo per atterrare all’aeroporto internazionale di Bari» lo ha risvegliato dal torpore, o meglio lo ha fatto cadere in un incubo.
La sua reazione non è stata delle migliori: pesanti insulti in dialetto sardo alle hostess e al personale di bordo. Uno sfogo giustificato dall’aver speso 400 euro e non avere più un soldo in tasca. Ma dalle parole si è rischiato di passare alle mani quando una hostess ha accusato il viaggiatore di aver commesso lui l’errore: «Io ho sbagliato gate?. E voi come avete fatto a farmi passare ai controlli del biglietto?».
E sta proprio lì il confine tra la farsa e il potenziale dramma: con controlli di questo tipo chiunque può salire in qualsiasi volo, magari non per sbaglio ma con chissà quali intenzioni. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google