Il Tirreno

Toscana

l’indagine del “sole 24 ore” 

Sanità a due velocità in Toscana ma la Regione contesta i dati

Mario Neri

3 MINUTI DI LETTURA





firenze. Una sanità a due velocità, una Toscana divisa a metà fra centro e periferia del servizio sanitario regionale. Con Firenze nella top ten delle città e delle province con l’indice di salute più alto d’Italia, Pisa e Prato nei primi venti posti e invece Grosseto, Massa Carrara e Livorno in fondo alla classifica, fanalini di coda di un sistema che sembra favorire i toscani che abitano nell’area metropolitana fiorentina o quelle in cui si concentrano i grandi ospedali universitari.

È la fotografia scattata della regione dall’ultima ricerca del Sole24Ore sulla qualità della vita e quella, uno studio che prende in esame 12 indicatori diversi per comporre una sorta di classifica nazionale dello stato di salute delle province del Paese: si va dal tasso di mortalità alla mortalità causata dall’infarto del miocardio fino a quella per tumore. Ma l’indagine analizza anche i dati relativi al numero dei medici di base, dei pediatri e dei geriatri ogni mille abitanti, il numero di posti letto negli ospedali ogni mille abitanti e il tasso di emigrazione ospedaliera, cioè dei cittadini che hanno scelto altre regioni. Così, in una classifica da 107 province esaminate, Firenze è quinta, il primo grande centro preceduto da Bolzano, Pescara, Nuoro e Sassari; Pisa sedicesima, Prato diciannovesima, Siena trentesima, Arezzo al 47° posto, Pistoia al 75°, Lucca all’83°, Grosseto al 97°, Massa Carrara centounesima, Livorno al 102°. Così, se Firenze primeggia per il tasso di mortalità (il quarto più basso in Italia dopo Pordenone, Trento e Rimini), e insieme a Pisa per il numero alto di pediatri per abitante (la città della Torre anche per i medici di base), Livorno e Lucca sono fra le maglie nere per il numero di geriatri (0 ogni mille: in realtà ci sono ma non bastano a soddisfare il rapporto imposto dall’indicatore). Sempre Livorno, insieme a Pistoia, riceve una bocciatura per il numero troppo basso di posti letto (2,3 ogni mille abitanti).

A prima vista sembrerebbe una stroncatura delle riforma della sanità varata a inizio 2016 da Enrico Rossi e Stefania Saccardi, con l’accorpamento delle 12 Asl in 3 sole grandi Aslone. Ma dalla Regione fanno notare che molti dei dati utilizzati dalla ricerca sono vecchi. «Ci sono una serie di elementi discutibili - dice Saccardi - Non si capisce ad esempio chi e con che criterio siano stati selezionati gli indicatori. In base agli indicatori che si scelgono si arriva a risultati diversi. La maggior parte dei dati è relativa al 2017, sulla mortalità si riferiscono al quadriennio 2012-2016, sulla speranza di vita si fa la differenza fra valori del 2017 e quelli del 2002. Insomma, tutti numeri relativi ad anni in cui la riforma non aveva ancora prodotto risultati evidenti. Certo noi siamo impegnati a migliorare». Non solo.

Dall’assessorato di viale Alderotti sottolineano come le cifre più recenti siano fornite non da un centro istituzionale o pubblico (ministero della Salute, Istat, Agenas) ma da Iqvia, una multinazionale che fa da provider di ricerche per le case farmaceutiche di tutto il mondo. —

Mario Neri



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web