Mosaico con il volto di Salvini, la sindaca Ceccardi: «Rimuovete quella vergogna»
Pisa, la leghista infuriata col prof: «Spero che intervenga il preside». Il vicepremier leghista twitta ironico: «Viva Pisa, viva l’arte»
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PISA. «Togliete quella vergogna». Altro che arte. La zarina toscana della Lega non l’ha presa bene. Anzi. Quel volto di Matteo Salvini ricostruito con 400 foto di migranti morti o salvati nel Mediterraneo, l’ha fatta andare su tutte le furie. Eppure gli studenti del liceo artistico Russoli di Pisa, autori dell’opera esposta alla galleria Studio Gennai arte contemporanea, avevano assicurato che «non si tratta affatto di provocazione, è uno spunto per riflettere». Ma la sindaca di Cascina Susanna Ceccardi, leader toscana della Lega, non ci crede neanche un po’. E pretende che quel poster «che non è altro che un falso ideologico» venga staccato e arrotolato, insieme alla coperta isotermica (utilizzata per riscaldare i migranti strappati alla morte) che completa l’opera richiamando col suo colore dorato quel tessuto che faceva da sfondo al selfie originale di Salvini.
«Sono veramente scioccata» dice, e si sente tradita. Perché quella che lei considera una provocazione arriva proprio dalla sua terra (il Russoli ha una sede anche a Cascina), alla vigilia delle elezioni che vive con la doppia veste di commissaria leghista toscana e candidata alle Europee. «I numeri dimostrano che questi studenti sostengono una cosa falsa». E snocciola i dati dell’Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati: «Col ministro Salvini le morti in mare sono drasticamente diminuite. Perché non hanno fatto questa bellissima opera d’arte nel 2016 mettendoci la faccia di Renzi e Alfano quando le morti in mare erano 5.096 rispetto ai 402 di questi primi mesi del 2019? E mi dispiace tanto che una roba del genere venga da una scuola con la quale collaboriamo con tanti progetti. In questo messaggio falso c’è la responsabilità del professore». E conclude: «Nessuna censura, ma quando l’arte diventa falso ideologico è giusto diffondere sotto forma d’arte bugie e infamie? Spero che la preside intervenga. E nel frattempo segnalo la cosa a Matteo». Che di cognome fa Salvini e un paio d’ore dopo condivide l’articolo de Il Tirreno sui suoi profili social, con un filo d’ironia: «Evviva l’arte, evviva Pisa!», accompagnando il sintetico commento con due hashtag: #portichiusi e #mentiaperte, scatenando commenti e reazioni.
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Di fronte all’immagine ideata e realizzata dagli studenti al termine di un corso pomeridiano e inserita nella mostra “L’arte dell’acqua”, la truppa leghista si compatta definendo il mosaico, parole del deputato Edoardo Ziello, «un’opera ripugnante che rappresenta un inno dell’odio verso il Ministro dell’Interno che è riuscito quasi ad azzerare gli sbarchi e le partenze di immigrati, riducendo drasticamente i morti nel Mediterraneo. Le migliaia di vittime in mare sono sulla coscienza di chi portava avanti la politica scellerata delle frontiere aperte. Avrei preferito un mosaico raffigurante l’ex ministra Fornero, con le facce delle migliaia di italiani ai quali fu scippato il diritto di andare in pensione».
Anche la senatrice (leghista e pisana) Rosellina Sbrana non la prende bene: «Altro che arte, provo soltanto pena». Si unisce al coro, ma con toni meno duri, il sindaco di Pisa, Michele Conti: «Come dicono gli stessi ragazzi, l’arte è utile a far pensare e l’opera che hanno realizzato può avere più di un’interpretazione. Sono d’accordo con loro. Avrebbero potuto realizzarla anche con la faccia seria di Minniti, ministro sotto la cui gestione hanno perso la vita in mare, purtroppo, molte più persone di oggi. L’arte deve far pensare, il Governo dopo aver pensato deve far prevalere la ragion di stato: sono in effetti due mestieri diversi».
Insomma, il messaggio di professore e studenti («nessuna provocazione, è arte: ognuno può interpretarla come vuole») non ha fatto breccia nei cuori leghisti.
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