Attenzione
L'orizzonte è meglio del baratro
Nell'arte non conta il messaggio che ti vogliono dare, ma quello che tu ricevi. Cosa vedete voi, in quella scena? La domanda è potente e indaga tutti noi. Ogni risposta è lecita e accettata
Sono al centro di piazza della Signoria e ruoto lo sguardo. C’è un omino in piedi sul parapetto degli Uffizi, proprio sopra la Loggia dei Lanzi. Ha davanti il nulla e il tutto, un altro passo e cadrebbe nel vuoto. È nudo, tra l’altro. Forse vuole ammazzarsi, una fine brutale e verticale contro il pavimento di uno dei luoghi più belli di questo pianeta. Oppure no. Oppure è salito lassù solo per guardare più lontano possibile. Oltre i tetti di Firenze e del mondo; oltre i limiti suoi e degli altri. L’omino in bilico perenne è una scultura in fibra di vetro ed è lì da qualche mese. Ce l’ha messo un artista di Londra che si chiama Anthony Gormley, uno famoso, capace di creare giganti, angeli e contemplatori.
L’arte è così: non conta il messaggio che ti vogliono dare, ma quello che tu ricevi. Cosa vedete voi, in quella scena? La domanda è potente e indaga tutti noi. Ogni risposta è lecita e accettata. La mia risposta è la seguente: l’omino sa che rischia di sfracellarsi ma è lassù per scrutare. È la nostra vedetta. Per me ha una specie di consapevole speranza. Scruta e cerca due cose. La prima è di dare un senso alla frase più bella della settimana: è contenuta in un documento ufficiale e l’ha citata il nostro Presidente, Sergio Mattarella. Eccola: «Quella dell’integrazione europea è la migliore idea che abbiamo mai avuto nel nostro Continente». La seconda cosa che guarda l’omino è il cielo, perché vuole che sia pulito, proprio come il mare e anche la terra, perché la nuova sensibilità ambientale accetta la sfida dei populismi, propone una visione forte e moderna, oggettiva e trasversale. Considera il baratro ma non lo fissa. La testa è alta.
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