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Gaffe e trash, il "peggio" della campagna elettorale

Mario Neri
Gaffe e trash, il "peggio" della campagna elettorale

Albachiara, Spirito libero, i ProPositivi le liste civiche fra comicità e surrealismo: dalle “mignotte” di Salvini al “complotto del pentolino d’amianto”

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Spuntano, isolate, piccole perle di involontaria comicità. Tipo a Casola, in Lunigiana, dove corre “Albachiara”. Chi lo sa, elettore smarrito e distratto, magari «qualche volta fai pensieri strani» e, tu solo nel segreto dell’urna, potresti pure votarla. Sì, il sindaco uscente Riccardo Ballerini ha chiamato la sua lista come la canzone di Vasco. E no, non è uno scherzo, neppure il solo. Dappertutto esondano senza freni liste strambe, gaffe, slogan buffi, strafalcioni; l’involuzione intellettualista deraglia in fragoroso sfondone, trionfa l’irreprimibile desiderio di trash. Questa campagna elettorale, fra Comunali ed Europee, ci sta regalando molto. Ecco una piccola antologia.

FUORI DI LISTA

La mania salviniana sta impazzando ovunque. Così c’è una lista “Prima Fivizzano”, una che inneggia all’#Orgogliofucecchiese, una di “MontecatineSì”, insomma pullula il micro-sovranismo. È proprio di questi giorni il grido di dolore dei pastori maremmani, decisi a fondare un partito per proteggere il gregge dagli assalti dei lupi. Suggeriamo: “Prima le pecore”. A volte l’ispirazione civica spinge queste mini forze politiche costruite con la logica di guardare oltre la siepe dei rigidi confini di partito e le fa naufragare in un civismo surrealista, in dadaismo. In alta Garfagnana è nata “Divergenti per Camporgiano”. Ovvio, vuole divergere, deviare, cambiare rotta rispetto all’amministrazione uscente. A Piombino c’è chi deve aver pensato corresse il partito dei nietzschiani, i seguaci di Nietzsche. Macché. La lista “Spirito Libero” non è un richiamo al filosofo del superuomo, ma un motto rivoluzionario. Nel logo c’è una Marianna col tricolore, una paladina di libertà, uguaglianza e fratellanza. «Non abbiamo slogan ma progetti», recita il profilo Facebook. La frenesia da calembour, infine, ha rapito i promotori della lista “ProPositivi x Cecina” .

IL GRANDE TRASH
Ma da giorni in cima alle classifiche dei motti indimenticabili c’è il suo, quello del ministro-comizio. Perché ora i toscani conoscono Matteo Salvini anche come nemico giurato dei lupanari. «Lavorerò perché Montecatini viva di lavoro e non di mignotte», ha detto il 4 maggio. Ma tutti ricorderanno pure l’effetto-Brini. Cioè Pino Brini, la candidatura più breve della storia. «Ho una famiglia normale, non c’ho gay», ha detto il pontederese alla presentazione ufficiale e dopo 24 ore lo stato maggiore leghista lo ha dovuto silurare sommerso dall’imbarazzo. E come tralasciare Massimo Nigro, candidato di Foza Nuova a Prato (anzi, il candidato escluso, dato che i neofascisti non son riusciti a raccogliere le firme)? Rispondendo alla trasmissione radio La Zanzara, ha definito i Gay Pride parate di «scimpanzé». E i gay, ha intimato, «se vogliono sbaciucchiarsi lo facciano dentro casa loro». Come non menzionare Cristina Lecci, candidata consigliera della Lega a Piombino e il pentolino con cui ha gridato al complotto sui social? «Non c’è amianto nell’acqua, titolo sul Tirreno stamani - ha scritto su Facebook allegando la foto di un pentolino ricoperto da una patina biancastra - I parametri severi dell’autorità idrica non lasciano dubbi...e allora questo risultato per aver scaldato un po’ l’acqua a cosa è dovuto? Il pentolino era perfettamente lucido prima, ma che davvero davvero ci prendete per deficienti?». Era solo calcare. Immaginate i commenti.

ERRORI E STRAFALCIONI

Più che gaffe, è ascrivibile alla categoria sfondoni la performance radio (sempre alla Zanzara) di Patrizia Ovattoni, leghista pratese, la quale si scagliò contro le piste ciclabili perché «il progetto sembra fatto apposta per loro», dove “loro” sono i migranti e gli extracomunitari, poiché «chi è che va in bicicletta se non gli immigrati?», «noi, ovvero chi va a lavorare, di solito si sposta con la macchina». Una menzione per i grillini pratesi, che hanno costellato i manifesti elettorali di errori ortografici. Così, Silvia La Vita si presenta sui manifesti come candidata «consiglere». Occhio a Yuri Donadi, il fiorentino punta a conquistare voti col dialetto. «Firenze l’è bella» ha scritto sui manifesti il candidato consigliere della Lega, il partito che vorrebbe introdurre i test di italiano per il riconoscimento della cittadinanza. Peccato che la frase sia seguita da «appreziamola». Con una sola “z”. La nostra lingua, anche lei profuga: le hanno chiuso i porti. —


 

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