Il Tirreno

Toscana

«Vi sequestro i... barrocci» Un finto vigile fa saltare il Palio

Giacomo Pelfer Francesco Turchi
«Vi sequestro i... barrocci» Un finto vigile fa saltare il Palio

Un uomo si è presentato fingendosi un agente: «Qui è tutto irregolare» Gli organizzatori annullano la gara di Montopoli. Scherzo o sabotaggio? 

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come “amici miei”

Si spaccia per agente della polizia municipale, “sequestra” i barrocci parcheggiati in un capannone e si dilegua. Gli organizzatori vanno in tilt, il “custode” dei mezzi sparisce nel nulla e il Palio salta. Se davvero si è trattato di uno scherzo, è roba degna di “Amici miei”. Ma potrebbe trattarsi anche di un sabotaggio studiato a tavolino per bloccare la manifestazione. Di (quasi) sicuro c’è che quanto è accaduto a Capanne, frazione di Montopoli Valdarno è un bluff. È domenica, il paese è colorato da settimane con le bandiere dei quattro rioni che per la prima volta si sfidano in una staffetta coi barrocci, ideata per rispolverare un’antica tradizione della frazione. Che in realtà doveva andare in scena il 5 maggio, ma il maltempo ci ha messo lo zampino, causando lo slittamento. Pazienza, ora sembra davvero tutto pronto. Per fare spazio alla manifestazione, autorizzata dal Comune, la polizia municipale (quella vera) ha dato l’ok alla chiusura della Tosco Romagnola per quasi tutta la giornata.

Dopo due anni di riunioni, iniziative e di sondaggi per stabilire stemmi e colori, il Palio è pronto al debutto, con la regia dell’associazione costituita proprio per organizzare l’evento. In questo quadro entra in scena un “mister x”, che (probabilmente con la complicità di un “regista”) riesce a mandare tutto a monte. Telefona a uno degli organizzatori, presentandosi come agente di polizia municipale, e chiede di vedere i mezzi, parcheggiati in un capannone nella vicina Ponte a Egola: «Abbiamo ricevuto una segnalazione, devo fare una verifica». Arriva sul posto in borghese, osserva i barrocci ed emette la sentenza: «Non sono in regola». Poi si rivolge al proprietario del capannone: «Sono sequestrati, non li faccia uscire da qui». Quindi se ne va, senza rilasciare un verbale. Non solo: nessuno sa come si chiama e se davvero è un agente. Ma le sue parole sono sufficienti a mandare in tilt l’organizzazione. Scatta la telefonata al sindaco, che cade dalle nuvole. Così come il comandante della Municipale. Per loro è tutto regolare. E nessuno sa chi sia quel burlone che ha “sequestrato” i mezzi. Allora l’associazione prova a ricontattare il proprietario del capannone dove sono parcheggiati i barrocci: ma lui non risponde al telefono. E così si arriva all’inevitabile rinvio della manifestazione. Passano 24 ore e l’identità dell’artefice di tutto questo resta avvolta nel mistero. Il comandante della polizia municipale, Dario Pancanti, fa scattare l’indagine interna: «Ogni attività deve essere autorizzata da me. Se un mio agente ha fatto una cosa del genere ne pagherà le conseguenze». Intanto il sindaco Giovanni Capecchi assicura: «C’erano tutte le autorizzazioni, è una vicenda grottesca». Gli organizzatori sporgono denuncia contro ignoti e lavorano per recuperare il Palio già domenica. A meno di nuovi blitz. —

Giacomo Pelfer

Francesco Turchi

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