Il Tirreno

Toscana

autorità della privacy: la relazione annuale 

Otto milioni di chiamate a “non contattabili”. Non si fermano le telefonate moleste

Ilaria Bonuccelli
Otto milioni di chiamate a “non contattabili”. Non si fermano le telefonate moleste

Malgrado la norma-scudo, 9 denunce al giorno di violazioni. «Nessun segnale tangibile di flessione del fenomeno» 

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ROMA. A un certo punto, nel 2018 il Garante della privacy si imbatte in una lista di clienti “profilati” - schedati (senza alcuna autorizzazione) come “persona anziana”. Una lista di 1 milione di persone. Poi, scopre che i partner di un gestore telefonico fanno 8 milioni di telefonate - sì 8 milioni - a «2,7 milioni di persone non inserite in liste di contattabilità». Persone che non dovevano essere chiamate per scopi commerciali. E invece sono state disturbate. Nella relazione annuale, il Garante della Privacy denuncia: il telemarketing selvaggio resta un’emergenza. Da gennaio 2018 l’Italia ha una legge contro le chiamate commerciali indesiderate, grazie alla campagna de Il Tirreno. Ma nulla è cambiato. «Migliaia permangono le segnalazioni al Garante sul telemarketing che, per numero e complessità, continuano a costituire il “carico” di lavoro prevalente dell’Autorità.... Non si registrano segnali tangibili di flessione, malgrado le sanzioni, i divieti, le prescrizioni».

3300 SEGNALAZIONI L’ANNO

Poche cifre per inquadrare il problema. In un anno, 1480 mail all’Urp (ufficio relazioni con il pubblico) del Garante contro il telemarketing telefonico aggressivo; il 44,1% dei reclami del 2018 riguardano chiamate, sms, mail indesiderate: parliamo di quasi 3300 segnalazioni in un anno 9 al giorno di media. Ma nulla funziona nulla per bloccare il telemarketing selvaggio «fenomeno lesivo non solo del diritto alla protezione dei dati - scrive il Garante - ma anche di altri diritti fondamentali della persona, come quello alla tranquillità individuale». Una ragione per la quale nulla ferma il telemarketing selvaggio Il Tirreno la denuncia da mesi: il ministero dello Sviluppo economico non ha mai emanato il regolamento di attuazione della legge contro le chiamate moleste. Il regolamento, avrebbe due effetti: 1) consentirebbe a 100 milioni di utenze non inserite negli elenchi telefonici (cellulari e numeri fissi riservati) di iscriversi al Registro delle Opposizioni e di vietare, quindi, alle aziende contatti commerciali; 2) azzerare tutti i consensi dati anche in passato all’uso dei propri numeri telefonici e dati per scopi commerciali.

MOLESTATO PURE CHI DICE NO

Questo secondo effetto eliminerebbe un fenomeno che il Garante denuncia con forza nella sua relazione: le telefonate moleste, soprattutto nel settore della telefonia e dell’energia, continuano a interessare anche «gli abbonati iscritti nel registro delle Opposizioni: circostanza dalla quale si devono desumere comportamenti tutt’altro che virtuosi da parte di non pochi soggetti operanti nella (non di rado lunga) filiera del telemarketing, dal committente della campagna fino all’operatore che effettua la chiamata».

I CALL CENTER ESTERI

Spesso - segnala il Garante - a chiamare sono call center stabiliti «fuori dal territorio nazionale per delocalizzazioni delle attività economiche per le ragioni più varie, per lo più di natura fiscale e giuslavoristica». Perché, insomma, pagano meno tasse e il lavoro costa meno. E perché rintracciarli è più difficile. Specie quando il telemarketing è molto «aggressivo, come per le proposte finanziarie, con contenuto Trading e Forex». In più continuano ad arrivare chiamate vietate, da numeri oscurati.

CONSENSI IGNORATI

Il problema più grave, però - denuncia il Garante - resta che le compagnie (in particolare quelle telefoniche) ignorano la volontà degli utenti. Non tengono conto né del divieto di utilizzare i dati per le chiamate commerciali né del fatto che non l’abbiamo mai rilasciato . I casi citati al riguardo sono diversi. Su tutti quello di una società leader nel settore della telefonia che: 1) ha effettuato 2 milioni di chiamate e inviato 22 milioni di sms anche a «chi aveva chiesto di non essere più disturbato o di veder cancellati i propri contatti dai data base della società e dei call center collegati». La giustificazione è stata che la revoca al consenso era stata considerata «temporanea», solo per la campagna in corso e non per quelle successive.

SCHEDATI A NOSTRA INSAPUTA

Un’altra società telefonica ha avuto problemi per 8 milioni di chiamate «riferibili a 2,7 milioni di persone non inserite nelle liste di contattabilità trasmesse dalla compagnia telefonica: i cosiddetti “fuorilista”). La stessa società - denuncia il Garante - ha utilizzato il proprio sito per profilare i clienti «senza che l’utente fosse messo in condizione di manifestare una scelta realmente libera per le differenti finalità di trattamento dei dati». In seguito il Garante ha individuato anche alcune forme di «profilazione della clientela come “persona anziana” o “alto” o “basso spendenre” sulla base di dati imprecisi o senza il preventivo specifico consenso informato degli interessati».

L’AGGANCIO VIA FACEBOOK

Un’ispezione, addirittura - rivela il Garante - in un call center (sempre collegato a operatori telefonici) ha rivelato il «trattamento illecito di una banca dati di 400mila numerazioni telefoniche». Erano state acquisite da un «soggetto anonimo contatto tramite facebook in assenza di un consenso specifico degli interessati». Lo ha fatto anche Il Tirreno: ha trattato l’acquisto di 600mila numeri (e dati) di utenti della Toscana, Marche e Umbria da venditori albanesi. Ma nessuna inchiesta risulta aperta. —

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