Toscana
Dall’Inter all’Empoli Ladies vince il mister in carrozzina
La storia di Antonio Genovese, inchiodato all’infermità da un incidente a 14 anni «Ho reagito, la svolta dopo un incontro con Moratti»
ROMA. Un calcio alla disabilità. La biografia di mister Antonio Genovese, primo allenatore professionista disabile con patentino Uefa A, è stata presentata al Comitato italiano paralimpico (Cip) di Roma. Il libro, dal titolo “'L'allenatore in carrozzina”, è stato scritto da Artemio Scardicchio. Genovese ora è vice-allenatore e responsabile della tattica dell'Empoli Ladies, opinionista tv ed ex osservatore di Inter e Seattle. A intervenire sono stati il numero uno del Cip Luca Pancalli, del Coni Giovanni Malagò, oltre allo stesso Genovese e all'autore del libro Scardicchio.
«La storia paralimpica - ha esordito Pancalli - è costruita su tanti piccoli momenti che fanno crescere anche la cultura di un Paese. Antonio l'ho conosciuto anni fa, nella sua storia trovo quello che ho vissuto e vivo nelle storie di tanti atleti paralimpici, che grazie allo sport hanno ripreso a vivere».
Dopo aver accusato il colpo Antonio ha reagito, lottando contro ogni avversità, iniziando a fare diversi tipi di sport e poi ad allenare nel mondo del calcio, lottando contro ogni stereotipo tipico della cultura italiana. A soli 14 anni Antonio Genovese è rimasto vittima di un incidente che lo ha costretto a passare il resto dei suoi giorni in carrozzina: «Dopo l'incidente dovevo decidere se diventare un vegetale o vivere. Io ho deciso di vivere, di ritornare a vivere una nuova vita. Ma quando chiedevo se era possibile allenare nel calcio in carrozzina tutti mi dicevano di no, anche all'interno della Federazione».
La svolta da un incontro con l'allora presidente dell'Inter Massimo Moratti nel 1995: «Dopo averci chiacchierato un po' Moratti mi disse: “Se uno se ne intende non c'entrano gli anni di esperienza” e mi chiese di chiamarlo che mi avrebbe trovato un posto. Da lì iniziai un percorso di dieci stagioni con il settore giovanile dell'Inter». Ora l'esperienza all'Empoli femminile con la promozione in serie A: «Il calcio femminile - sottolinea Genovese - non è affatto “palla lunga e pedalare”. Le donne possono insegnare molta tattica».
L'autore del libro ha sottolineato che «dovremmo prendere esempio da tutti quelli come Antonio, Bebe Vio, Zanardi, che hanno avuto disgrazie ma che hanno saputo reagire perché la vita va avanti». —
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