Il Tirreno

Toscana

Sanità, Conte a Rossi: «O la Toscana ripiana il buco o aumenteranno le tasse»

Mario Neri
Il coordinatore regionale di Forza Italia Stefano Mugnai
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Il coordinatore regionale di Forza Italia Stefano Mugnai

Con una lettera il presidente del Consiglio chiede alla Regione di rimettere a posto i conti. Si parla di 199 milioni di perdite, di cui 30 accumulati nell’ultimo trimestre del 2018. La replica: «Dal governo un'interpretazione priva di giustificazioni e lesiva della parità di trattamento»

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FIRENZE. La Toscana ripiani il buco scavato nei bilanci della sanità negli ultimi anni o per la gestione di Asl, ospedali e presidi sanitari sarà commissariata. 199 milioni di «perdite», 30 accumulati nell’ultimo trimestre del 2018, gli altri caricati sulle spalle del sistema sanitario piano piano, dal 2001 al 2011 in poi. È un messaggio duro, quasi un diktat quello spedito con una lettera ufficiale da Giuseppe Conte al governatore Enrico Rossi a fine aprile, e che piomba nel dibattito pubblico a sedici giorni dal voto per le amministrative e le Europee. Una lettera in cui il presidente del Consiglio chiede alla Regione di rimettere a posto i conti secondo le regole stabilite dalla finanziaria del 2005, pena una cura da cavallo imposta direttamente dall’esecutivo gialloverde. E cioè l’aumento delle tasse, sia l’Irpef regionale sulle persone fisiche che l’Irap sulle aziende. E se entro il 31 maggio, la Toscana non desse dimostrazione di aver corretto la rotta, scatterebbe una gestione commissariale. Così come quelle già attive nelle regioni del Sud, come Calabria e Campania. Perché, pur di ripianare i bilanci, il governo imporrebbe il blocco del turn over nelle assunzioni in sanità e altre misure lacrime e sangue.

Un aut aut però a cui Rossi ha già risposto punto su punto con contro deduzioni dettagliate inviate con una lettera al premier pochi giorni fa e alla quale Conte ha già risposto impegnandosi a chiedere un incontro al Mef.

E si difende: 1- per il disavanzo calcolato dal Mef e dagli uffici del premier per l’ultimo trimestre 2018 la Toscana ha già varato due delibere con cui rivede il bilancio di previsione 2019 e stanzia risorse per ripianarlo. 2 – quel disavanzo è scattato per adeguare gli stipendi di medici e operatori sanitari al contratto nazionale, una adeguamento costato 108 milioni ma per cui il ministero della Salute ne ha inviati solo 45. 3 - i milioni di perdite relativi agli anni precedenti non devono essere ripianati subito, ma in due occasioni la conferenza stato-regioni, nel 2011 e nel 2013, ha stabilito un dilazionamento in 25 anni. Inoltre, «l’ammontare delle perdite – scrive Rossi a Conte il 30 aprile, un giorno dopo la missiva arrivata da Roma – si è ridotto, rispetto ad un importo iniziale di 885 milioni, a 167». E la Toscana, proprio con una delibera varata a metà aprile, ha «varato uno stanziamento  di 8,8 milioni annui per 19 anni a decorrere dal 2019» con cui ripianarle. Uno stanziamento a rate, appunto, che il governo continua a concedere all’Emilia, e non farlo anche con la Toscana sarebbe «lesivo della parità di trattamento».

Insomma, uno scontro che passa per i tecnici ministeriali e si incrocia con la politica, peraltro con degli inediti. Non è mai successo che un capo del governo richiami di persona una Regione sulla sanità. Non solo.

A rivelare della lettera del premier sono il deputato forzista Stefano Mugnai, vicecapogruppo alla Camera e coordinatore regionale degli azzurri, e il collega Maurizio D'Ettore. Insomma, i due berluscones toscani improvvisamente si ritrovano “alleati” del premier voluto dai Cinquestelle. «Il tavolo di verifica degli adempimenti di cui all'Intesa Stato-Regioni del 23 marzo 2005 – dicono i due berlusconiani - riunitosi molteplici volte negli ultimi mesi, ha riscontrato presupposti per l'avvio della procedura di diffida, comunicata nei giorni scorsi dal  presidente Conte al presidente Rossi, ai danni della Regione Toscana che non ha avviato misure di copertura per far fronte ad una perdita della sanità regionale che al 2018 complessivamente ammonta a 199,443 milioni di Euro».

Citando la missiva, per i deputati non c’è dubbio: «La legge di bilancio 2005 – aggiungono Mugnai e D’Ettore - prevede che qualora dai dati del monitoraggio del quarto trimestre, si registri nel settore sanitario un disavanzo di gestione a fronte del quale non siano stati adottati in corso d'anno i necessari provvedimenti di copertura, il Presidente del Consiglio dei Ministri diffida le regioni interessate a provvedervi entro il 30 aprile dell'anno successivo a quello di riferimento. Qualora i provvedimenti necessari per il ripianamento del disavanzo di gestione non vengano adottati dal Presidente della regione entro il 31 maggio, nella regione interessata, con riferimento all’anno di imposta 2019, si applicano comunque una serie di misure, tra cui il blocco automatico del turn over del personale del servizio sanitario regionale fino al 31 dicembre dell'anno successivo a quello di verifica. Conseguenze, insomma, decisamente importanti che rischierebbero di aggravare ulteriormente il settore sanitario della regione, ma anche ulteriori carichi fiscali per i cittadini e le imprese toscane».

Per i forzisti «una situazione catastrofica che allarma fortemente, anche perché non abbiamo memoria di richiami di questo tenore negli anni precedenti, il che, unitamente alla cifra enorme da coprire in così pochi giorni, genera non poche preoccupazioni sulle conseguenze che rappresenterebbero un micidiale colpo di maglio alla Toscana ed ai cittadini toscani. Per questo motivo abbiamo presentato un'interrogazione al governo per accertare le cause del forte disavanzo sanitario che attanaglia ormai da anni la Toscana e per sapere come Rossi, abbia giustificato la reiterata mancata copertura intimatagli, nelle scorse settimane, da una lettera del Presidente del Consiglio”.
 

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